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SICILIA. Nota Stampa Il Contratto di Servizio per il trasporto ferroviario in Sicilia, ha cambiato la rotta in peggio

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A fine 2014 in molte regioni scadeva il Contratto di Servizio per il trasporto ferroviario e, in quasi tutte è stato definito un “Contratto Ponte” sino al 2019/2020 e allo scadere di tale “Contratto” le Regioni dovranno bandire le gare per l’affidamento definitivo del servizio di trasporto ferroviario per 10 anni.
In Sicilia invece c’è stata un’inversione di rotta sul “Contratto Ponte” la cui scadenza era prevista a fine 2020. Gli uffici regionali del Dipartimento Trasporti 4° Servizio Trasporto Ferroviario, avevano predisposto il Contratto Ponte sino al 2019/2020 con la tipologia del servizio a “catalogo” ma nell’incontro del 18 maggio presso l’assessorato regionale ai trasporti tra i vertici romani di Trenitalia, il gabinetto dell’assessore e i funzionari del Dipartimento trasporti , forse veniva stralciata la bozza del Contratto di Servizio preparata dagli uffici, per dare corso ad una nuova tipologia di contratto di servizio per il trasporto ferroviario.
Ci preme ricordare che, in molte occasioni, l’assessore regionale ai trasporti Pizzo ha sempre parlato di un “Contratto Ponte” sino al 2019/2020 e precisamente nell’incontro con i sindacati al Pala Cultura di Messina il 25/03/2015.
Un’inversione di marcia su un contratto di servizio di vitale importanza per la Sicilia, sia sotto il profilo dell’investimento pari a 111,5 milioni di euro l’anno, sia sotto il profilo del miglioramento della rete ferroviaria, sia sull’incentivazione di più mezzi di trasporto pubblico con integrazioni vettoriali e tariffarie.
Mentre le altre Regioni propongono e chiudono un “Contratto Ponte” al 2020 con tanto di accordi tra il gestore dell’infrastruttura (RFI) ed un piano di investimenti ben chiaro e leggibile nei cinque anni, la Regione Sicilia a differenza delle altre concorda la scadenza di tale “Contratto Ponte” al 2016 per poi rinnovarlo definitivamente sino al 2027. Ci chiediamo e chiediamo con quali garanzie, con quali investimenti, con quali tipologie, nessuno sino ad oggi ne conosce i contenuti e nessuno ha ancora visto gli allegati compresi i 90 deputati regionali che hanno appreso dalla stampa della firma dell’intesa tra Regione-Trenitalia.
Alcuni deputati del M5Stelle apprendono dalla stampa la notizia dell’intesa e chiedono un’immediata audizione all’Ars dell’assessore regionale ai trasporti Pizzo.
L’assessore Pizzo nel suo intervento in aula all’Ars dell’1 luglio dichiara, secondo il nostro parere, cose assurde:
- che non è mai esistito in Regione un Dipartimento Trasporti, quando invece c’è sempre stato il “Dipartimento Trasporti 4° Servizio Trasporto Ferroviario”;
- che non c’è motivo di fare un’intesa con il gestore dell’infrastruttura Rete Ferroviaria Italiana (RFI) per il miglioramento dei tempi di percorrenza, per ulteriori investimenti sugli impianti tecnologici, per l’eventuale eliminazione di alcuni passaggi a livelli, riferisce che basta il CIS siglato nel febbraio 2013;
- che i macchinisti si devono abituare alla guida del treno “Minuetto” sulla Catania-Palermo per migliorare i tempi di percorrenza, sconoscendo che i “Minuetti” in Sicilia marciano sui binari già da almeno dieci anni, e che non vi è nessuna differenza di guida a prescindere della relazione ferroviaria;
- che sulla vertenza dei dipendenti ex Ferrotel, ha ricevuto una lettera da parte di Trenitalia che si farà carico nel nuovo contratto di servizio e nell’ampliamento dei servizi dei lavoratori ex Ferrotel, precisando che vi è una comunicazione scritta e concordata con la holding per l’assorbimento di questi lavoratori, ma nessuno conosce i contenuti e l’esistenza.
In conclusione l’assessore Pizzo fa presente all’Aula che negli allegati vi sono esplicate le norme che regolamenteranno il Contratto di Servizio, quindi non solo l’aspetto dell’offerta del servizio ma anche le norme di pianificazione relativamente a: penalità, premialità, aspetti di vigilanza, sicurezza a bordo e in stazione, aspetti riguardanti l’integrazione dei servizi connessi ad altri trasporti e, molte appendici riguardanti il comfort in stazione e a bordo, la tipologia di controlli che la regione dovrà e potrà effettuare se mensili e/o semestrali, quali sistemi di controllo e verifica verranno concessi agli uffici regionali per monitorare il servizio di trasporto ferroviario, etc…
Allegati ed appendici al contratto milionario di vitale importanza che, ad oggi, nessuno conosce né hanno avuto modo di verificare e/o integrare vista la durata contrattuale decennale.
Perché questa inversione di rotta? Forse perché la Regione Siciliana è più furba o in gamba delle altre? Perché la Regione Toscana ha dato seguito al Contratto Ponte sino al 2020, impegnando tra l’altro Rete Ferroviaria Italiana a migliorare la rete ferroviaria sul piano degli interventi tecnologici ed infrastrutturali e chiedendo, tra l’altro, a Trenitalia di fare investimenti sul materiale rotabile con un piano dettagliato che prevede la consegna di 23 nuovi mezzi nei cinque anni di “Contratto Ponte”? Perché la Toscana non si è avvalsa del Regolamento della Comunità Europea n.1370/2007, a differenza della Sicilia, realizzando un “Contratto Ponte” di cinque anni, mentre la Regione Sicilia avvalendosi del Regolamento C.E. n.1370/2007 sta servendo all’impresa ferroviaria, su un piatto d’argento, dieci anni di contratto senza ottenere impegni ben precisi e circostanziati relativi agli investimenti in materiale rotabile e al miglioramento delle infrastrutture visto che non ha un accordo ben preciso con Rete Ferroviaria Italiana?
In conclusione desideriamo fare presente all’opinione pubblica che sta passando sotto silenzio il taglio dei treni da e per il nord, prova ne è che nel progetto dell’offerta 2016, che Trenitalia sta veicolando a mò di sondaggio, sulle tratte regionali sono stati già previsti treni regionali veloci sulle tracce degli intercity Palermo-Roma e Palermo-Milano e Siracusa-Roma e Siracusa-Milano che si fermeranno a Messina, tutto ciò sa di ulteriore beffa a danno dei Siciliani perché la Regione dovrà caricare questi treni/km non previsti, considerato che sono km/treni del trasporto universale, sul Contratto di Servizio del trasporto ferroviario regionale, quando invece il ministero dei trasporti visto il taglio ai treni del trasporto universale doveva almeno integrare alla Regione Sicilia il corrispettivo delle risorse relativo alla soppressione dei treni da e per il nord.
Quindi, grazie al disinteresse dell’assessore Pizzo, viene meno quella “Continuità Territoriale” un diritto scippato alla Sicilia e ai Siciliani che resteranno isolati da un’Italia e da un’Europa sempre più lontane e da progetti europei della rete Ten che non avranno più alcun senso, secondo in nostro punto di vista, per il venir meno dei servizi di traghettamento dei treni sull’area dello Stretto di Messina, nonostante l’aver suggerito un progetto a costo zero per eliminare la rottura di carico tra Messina e Villa San Giovanni.
Tutto questo alla Regione Sicilia e all’assessore Pizzo non interessa.
Giosuè Malaponti - Comitato Pendolari Siciliani - Ciufer

L’“altra” Sicilia ferroviaria

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Il panorama del trasporto ferroviario siciliano, che non sia quello del triangolo Catania-Messina-Palermo, è proprio desolante, quasi da tragedia greca. Giova ricordare che la Rete ferroviaria (più modernamente "infrastruttura") è un lascito della Storia Unitaria.

Già nell'Ottocento si capì quanto importante fosse fare giungere il treno anche nei territori più marginali per consentire la movimentazione  delle merci e lo spostamento delle persone.

I termini "locomotiva" e "treno" (metafore ancor oggi in uso: si parla di -locomotiva tedesca- o di -andare come un treno- ) divennero presto sinonimo di progresso.

Purtroppo in buona parte della Sicilia (2/3 del territorio) dobbiamo assistere al sistematico depotenziamento di tale formidabile mezzo di trasporto, perseguito con una scriteriata miopia. Ancor meno accettabili e contraddittorie appaiono tali scelte in considerazione dell'elevata sostenibilità ambientale del treno (Trenitalia scrive a tergo dei biglietti: "Scegliendo il treno contribuisci a proteggere il clima") e del sempre crescente apprezzamento manifestato dai siciliani e dai turisti, spesso delusi dall'insufficienza del servizio. Scelte che penalizzano in modo pesante la Sicilia centrale e orientale e l'area Sud-Est, nonostante le esigenze di mobilità di centinaia di migliaia di persone: lavoratori, studenti, turisti, viaggiatori a vario titolo. La viabilità di ogni rango è un autentico disastro; spostarsi da una parte all'altra dell'Isola comporta grande dispendio di tempo e di denaro, oltre ai notevoli rischi determinati dalla pietosa condizione delle strade.

Tutto questo dovrebbe suggerire una saggia inversione di tendenza. Invece,  è un "bollettino di guerra". 

 - 2011: crollano 2 arcate di uno degli 11 ponti ferroviari della Catania-Gela. L'anno scorso il ponte è stato demolito e chissà se verrà mai ricostruito.

Un vasto bacino di utenza (Caltagirone, Niscemi e comuni limitrofi) è stato privato del treno. Scelta obbligata: il gommato, inquinamento compreso.

Nel mentre si investono miliardi su TAV, doppione di tratte che basterebbe ammodernare.

 - 2015: cede il Viadotto Himera della A19 "tagliando" in due la Sicilia.

Solo Catania ha il privilegio dei treni diretti per Palermo, i cui posti, data l'affluenza di utenti, passano da 2100 a 4200 nel volgere di qualche  mese.  I Siracusani che devono o vogliono andare a Palermo sono costretti a cambiare a Catania. Disagi e tempo perso.

 - Da Siracusa a Ragusa, entrambe città UNESCO, tanti turisti ed una tratta ingegneristicamente e paesaggisticamente spettacolare (basterebbe  promuoverne con intelligenza le peculiarità),  c'è un solo treno (quello per Gela) che parte a metà mattina ed arriva a Ragusa all'ora di pranzo.

Se  turisti e  scolaresche sapessero che cosa li aspetta e se l'orario fosse più congruo, farebbero la fila per salirci. A tal proposito è utile ricordare che c'era una volta "Il Treno del Barocco", nato da un'idea di Italia Nostra Siracusa.

 - Ora, cosa gravissima, RFI (Rete Ferroviaria Italiana) si appresta a smantellare 2 dei 3 binari della Stazione di Comiso, pregevole città barocca e "distretto" importantissimo dell'estrazione  e della lavorazione di materiali lapidei (calcare, marmi, graniti); quindi area di movimentazione di enormi  blocchi e di tonnellate di prodotti finiti. Piuttosto che provvedere  a potenziare il servizio collegando anche l'aeroporto. Si teme che possa essere il preludio al taglio dell'unico treno per Ragusa-Gela.

 - Fino agli anni '80 è stata in esercizio la tratta Noto-Pachino, a suo tempo allestita per la spedizione, specialmente in Francia,  delle grandi quantità di mosto  e vino  prodotti negli estesi vigneti della zona. Il tracciato passa per Noto Marina, sfiora la Riserva di Vendicari e tocca anche Marzamemi. La linea era anche "passeggeri". Se ripristinata, cosa quanto mai  opportuna ed utile dopo il sequestro del parcheggio-auto "dentro" la Riserva, potrebbe di nuovo svolgere un utile "servizio passeggeri" per le decine di migliaia di persone che si recano a Vendicari,  tutto l'anno, e al mare in estate. Un bel progetto di recupero (la linea è ancora in gran parte armata e le opere d'arte: -ponti, trincee- del percorso ancora in buone condizioni) con i Fondi Europei risolverebbe molti problemi di traffico e di parcheggio in quelle zone e costituirebbe un'ulteriore, forte attrattiva per i tanti appassionati di natura, di mare e di mobilità sostenibile. Ricordiamo che il recupero della tratta è stato oggetto della tesi di laurea di due studentesse dello IUAV di Venezia.

 Distinti saluti, 

 Arch. Leandro Janni - Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

Prof. Liliana Gissara - Consigliere nazionale di Italia Nostra e Vicepresidente Sezione di Siracusa

 

Lettera dalla Siclia all'attenzione della deputazione siciliana (Liliana Gissara)

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 Alla c.a. dell'on. Pippo Zappulla

Ancora tante persone interessate agli spostamenti in treno sulle lunghe distanze non hanno certezza alcuna che tale  servizio, seppure già carente per molti versi, prosegua con le stesse modalità (traghettamento dei convogli, senza trasbordi) (TGR-RAI, 25/03/2015).
Come Ella ben sa, attualmente Trenitalia ha in esercizio 5 coppie di treni (1 su MI e 4 su Roma Termini) da e per la Sicilia, di cui solo 2 notturne.
Ebbene, con l'entrata in vigore dell'orario estivo è allo studio (dice la politica), ma temiamo fortemente che sia già deciso, il trasbordo dei passeggeri dei treni diurni: treno-nave-treno: una "dissuasiva" sfacchinata per chi ancora si ostina a viaggiare in treno!
Questo significa recarsi a piedi, con annessi e connessi, vento, pioggia, canicola,  dalla Stazione di Messina Centrale all'imbarco di aliscafi o "zattere" (secondo le condizioni meteomarine) per imbarcarsi, discendere all'approdo di Villa S. Giovanni e da qui, non si capisce con quale percorso (chi conosce i luoghi, si rende conto dei problemi che bisogna superare:-distanze e dislivelli, sottopasso inesorabilmente allagato  in caso di pioggia-, ecc.), recarsi alla Stazione di VSG per risalire su un altro treno.
Roba dell'Ottocento, viene da dire.
Il fatto che il Ministro abbia a suo tempo demandato altra persona a rispondere alla Sua interrogazione parlamentare su tale fattispecie è un pessimo segnale.

E' auspicabile che tutta la deputazione siciliana prenda in carico il problema
per garantire il diritto a viaggiare in treno  a quanti dalla Sicilia devono recarsi in Continente ed ai tanti che scelgono il treno per recarsi in Sicilia.
Ovviamente, senza gli insostenibili disagi che comporta la soluzione di Ministero e Trenitalia; al di là di mirabolanti tunnel, tapis-roulant, personale di assistenza a iosa ed altre mirabilie con cui tentano di rabbonire, o più esattamente imbonire, gli Utenti di tale indispensabile servizio.

E' utile
ricordare che il treno consente di viaggiare a persone di ogni età e condizione fisica.
E' anche utile 
ricordare che, per la forma e per le dimensioni geografiche dell'Italia, la mobilità sulle lunghe distanze non può
prescindere dalla Ferrovia.
E lo è altrettanto  che siamo in Europa, nel terzo Millennio !!!
Ma è altresì indispensabile rappresentare 
che i Siciliani, pagando le tasse come Lombardi, Toscani e quant'altri in Italia, hanno diritto ai "servizi minimi essenziali" - ovviamente di qualità - che un Paese civile ed evoluto deve garantire ai suoi cittadini.
Tra i "servizi minimi essenziali" va annoverato il trasporto ferroviario ordinario, l'unico di cui disponiamo.

Liliana Gissara
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