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6. VADEMECUM PER DENUNCE EFFICACI

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http://www.ciufer.it/index.php/documenti-primari/130-6-vademecum-per-denunce-efficaci

7. VADEMECUM PER I CONTRATTI DI SERVIZIO

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Vademecum per i rappresentanti (CIUFER e ALTRI)

per il rinnovo dei Contratti di Servizio ferroviario regionale

Marzo 2014

In occasione dei tavoli tecnici e degli incontri pubblici di concertazione, per i quali occorre rivendicare la partecipazione ufficiale come CIUFER, sono da affermare i seguenti principi cardini:

 

  • I CdS devono essere oggetto di una discussione che preveda la partecipazione dei rappresentanti delle componenti sociali, in particolare rappresentanti di associazioni utenti qualificate.
  • I CdS devono essere coerenti con quanto dispone il REG 1370/2007/CE in relazione al fornire il servizio nel modo più rispondente alle esigenze del pubblico ed avere specifiche di equità a scala nazionale rispetto a standard prefissati di servizio; devono essere superate le differenze di trattamento fra Regioni diverse, come anche le differenze di trattamento rispetto ai servizi di trasporto interregionali.
  • Al fine di assicurare trasparenza e pubblicità, i CdS devono essere resi disponibili nei siti web istituzionali e delle associazioni di categoria (nel caso in cui siano previsti degli aggiornamenti annuali o periodici, anche questi devono essere resi disponibili) ed interamente visionabili (non devono contenere parti oscurate o clausole che di fatto ne impediscano la visione di parti).
  • I CdS devono essere strutturati in modo omogeneo in tutte le Regioni, ovvero devono contenere gli stessi capitoli, ed in ogni capitolo devono essere contenute le stesse tipologie di informazioni. I dati e i parametri devono essere riportati utilizzando le stesse unità di misura. Le voci di costo devono essere espresse in modo chiaro e uniforme (ad es. specificando eventuale IVA), Le tariffe devono essere calcolate per tutta l’Italia su base chilometrica e non più su fasce fittizie avulse dalla distribuzione territoriale;, si dovrà riportare un tariffario uniforme con prezzo finale a fronte di classe chilometrica;
  • I CdS, oltre ai capitoli comuni a tutti, dovrebbero contenere l’insieme delle informazioni riportate in Tabella 1.
  • Il monitoraggio delle prestazioni di servizio non dovrà essere in alcun modo affidato all’impresa aggiudicataria o a sue succursali, ma affidato a soggetti terzi da parte della Regione. Le indagini saranno periodiche e anonime per quanto possibile e daranno luogo a report tecnici pubblicati sui siti istituzionali. Si redigeranno inoltre delle banche dati consultabili dai cittadini e si creerà un apposito portale web dove i cittadini potranno inviare segnalazioni attraverso l’uso di una specifica applicazione da telefono cellulare, verificando lo stato dei lavori in tempo reale.
  • I CdS devono contenere in allegato (in formato pdf editabile) tutti i dati che si riferiscono ai servizi programmati nel periodo di riferimento; in particolare un congruo numero di parametri relativi all’offerta: i giorni e le ore di servizio, le linee (terminali, lunghezza, fermate), i treni impegnati e le relative caratteristiche tecniche (tipologia, età, numero di posti offerti seduti e in piedi, impianti di climatizzazione, livelli di accessibilità, libretto dei guasti/manutenzione per ogni carrozza e motrice), il numero di corse, gli orari, le tariffe chilometriche, le percorrenze in treni-km e vetture-km, i servizi offerti in stazione ed il relativo stato, le risorse umane impegnate; livello e grado di intermodalità per ogni stazione. Tutti i dati riguardanti il comparto ferroviario dovranno essere distinti da quelli relativi al comparto automobilistico eventualmente gestito da una stessa impresa.
  • Nei CdS si devono specificare in modo chiaro e senza rinvii ad altri documenti la provenienza dei fondi (provinciali, regionali, statali, ecc.). Nel caso in cui il soggetto affidatario intenda attivare altri servizi ferroviari utilizzando propri fondi, nel CdS si deve specificare l’attribuzione dei fondi alle diverse componenti. In tutti i casi si devono specificare le quote parti di fondi destinati ai servizi su ferro e su gomma; saranno altresì specificate eventuali risorse stornate dalla componente ferroviaria per autobus sostitutivi e le relative percorrenze.
  • Qualora siano preventivati o programmati degli investimenti da effettuare, nei CdS, oltre al numero di convogli acquistati e rinnovati, si deve specificare in modo chiaro chi deve garantire la copertura di tali costi: nel caso in cui essi siano attribuiti al committente soggetto affidatario (come nel caso dei servizi) si deve assicurare la copertura finanziaria e la relativa responsabilità, nel caso in cui essi siano attribuiti all’impresa che ne assumerà la gestione, devono essere previste sanzioni congruenti e a tutela dell’utenza nel caso di mancato adempimento agli impegni assunti.
  • Le penalità per i soggetti gestori inadempienti nei riguardi della committenza devono essere proporzionate in modo similare in tutte le Regioni. Esse non devono necessariamente essere attribuite in termini di multe da pagare alle Regioni, ma in alcuni casi (ritardi oltre soglie prefissate, treni soppressi, ecc.) potranno essere scontate effettuando delle corse treno oltre quelle previste, da inserire nel prossimo orario da effettuare, in relazione alla penalità da scontare ed alle esigenze della Committenza.
  • Le penalità e le premialità per gli utenti del treno devono essere uniformi per tutte le Regioni e per tutte le tipologie di treno e confluire in un fondo di rimborso per i pendolari da alimentare con le penalità pagate dall’impresa; riguardo alle tariffe, si adotterà lo stesso criterio in tutta Italia e sarà consentito l’uso dei titoli di viaggio su tutti i treni in circolazione (circa l’impiego dei treni più veloci, dovrebbe essere istituito un supplemento per chi è in possesso di titolo di viaggio valevole sui treni ordinari e, parimenti, il titolo di viaggio valevole su una categoria di treni dovrebbe essere automaticamente valido su tutte le categorie inferiori), ad esclusione dei treni ad alta velocità; sarà consentito inoltre l’acquisto di biglietti a bordo con sovrattassa di importo non superiore al 10% del valore del biglietto per i viaggiatori che lo richiederanno appena saliti e comunque non oltre la prima successiva fermata.
  • Le carte di servizio devono assumere una struttura corrispondente ai CdS, quindi risultare omogenee per tutte le imprese e le Regioni, contenere gli stessi parametri e indicatori di servizio. Devono risultare realmente utili a comunicare al pubblico quanto il soggetto gestore abbia effettivamente realizzato rispetto a quanto programmato nel CdS, incluso parametri ed indicatori di qualità e sicurezza del trasporto; tra i dati da esporre nelle carte dei servizi dovranno essere presenti: treni/giorno (invernali ed estivi), treni/anno, treni-km, treni utilizzati (locomotori, mezzi elettrici, mezzi termici,, carrozze), convogli attrezzati per disabili e corse/giorno effettuate con tali convogli, treni con ritardo contenuto entro 5 minuti ed entro 15 minuti, numero di corse soppresse per mese (e relative motivazioni), risultati di indagini customer satisfaction. In caso di inadempienza e mancato rispetto dei termini previsti dalla carta dei servizi e dal contratto, il gestore ne risponderà economicamente attraverso un ristoro diretto in biglietteria del valore del servizio ai viaggiatori, di cui la Regione si farà garante, attraverso un tariffario dei rimborsi per disservizio subìto (da inserire nel CdS), perequabile con i valori delle multe che il gestore fissa in caso di evasione (ossia, se per un viaggio del valore di 3 €, posso subire una multa di 50 € in caso di evasione, pariteticamente per una soppressione di una corsa da 3 € devo ricevere un rimborso di 50 €). Questo al fine di migliorare le prestazioni e calmierare le sperequative vessazioni previste dal gestore, da una parte, e dall’altra incentivare il pubblico a munirsi di titolo di viaggio per poter vantare il diritto di risarcimento.
    • Allo scopo di incentivare il trasporto su rotaia anche al fine di combattere l’inquinamento, le Regioni dovranno permettere la detraibilità degli abbonamenti nella dichiarazione dei redditi.
    • Tenuto conto del fatto che le stazioni sono ormai quasi tutte impresenziate e considerando che l’organizzazione del lavoro non deve poter produrre alcun rischio per la sicurezza dei trasportati, va assicurata la presenza a bordo di ogni treno di una cassetta di pronto soccorso a disposizione dell’utenza (che non può essere il pacchetto di medicazione dato ai capitreno). Inoltre occorre  garantire che su ogni treno vi sia sempre il capotreno e che il numero degli agenti di accompagnamento sia proporzionale al numero dei trasportati, al fine di fornire assistenza e garantire le eventuali operazioni di sicurezza in emergenza, stabilendo ad esempio che vi sia un agente per ogni 300 persone trasportate. Ciò in coerenza col disposto del punto 4.28 del Decreto ANSF 4/2012.
      • Tabella 1A- Articoli contenuti nei contratti di servizio

Regione

Regolam.

anni prec.

Incap.

fondi

Canone acces.

Infrastr.

Comit.

tecn. Gest.

Inter.

Serv.

Erogaz.

Corrisp.e penali

Basilicata

x

x

x

x

x

x

Calabria

x

x

x

x

 

x

Campania

x

x

x

x

 

x

Emilia R.

 

 

 

 

 

 

Friuli V.G.

 

 

 

x

x

 

Lazio

x

 

x

x

 

x

Liguria

x

 

x

x

 

x

Lombardia

 

x

x

 

x

x

Marche

 

x

x

x

x

 

Piemonte

 

x

 

 

x

x

Puglia

 

x

x

 

 

x

Toscana

 

x

x

x

x

x

Trent.A.A. (BZ)

 

x

x

x

 

x

Trent.A.A. (TN)

 

 

 

x

 

x

Umbria

x

 

 

x

 

x

Veneto

 

 

 

x

x

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  • Tabella 1B - Articoli contenuti nei contratti di servizio

Regione

Invest.

Info

pax

Cooperaz.

assoc.

Dati eserc.

sist. Monit.

Vigilan.

sist. penalità

Carta

servizi

Reclami

Basilicata

x

x

x

x

x

 

 

Calabria

x

x

 

x

x

 

 

Campania

x

x

x

x

x

x

x

Emilia R.

 

 

 

x

 

 

 

Friuli V.G.

x

 

x

x

x

 

x

Lazio

x

x

 

 

x

x

x

Liguria

x

x

 

x

x

x

x

Lombardia

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x

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Marche

x

 

x

 

x

x

 

Piemonte

x

 

 

 

x

x

x

Puglia

x

 

 

x

x

 

x

Toscana

x

x

 

x

x

 

x

Trent.A.A. (BZ)

 

 

 

 

x

 

 

Trent.A.A. (TN)

 

 

 

x

x

 

 

Umbria

x

 

 

x

x

 

 

Veneto

 

 

 

x

 

 

 

  • Tabella 1C - Articoli contenuti nei contratti di servizio (3/3).

Regione

Frequent.

Sansioni pax

Barriere architet.

Mater. Rot.

Serv. a merc.

Serv. Reg. contermini

Basilicata

 

 

 

 

 

 

Calabria

x

 

 

 

 

 

Campania

 

 

 

 

 

 

Emilia R.

 

 

 

 

 

 

Friuli V.G.

 

 

x

 

 

 

Lazio

 

x

 

 

 

 

Liguria

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

x

 

x

x

 

Marche

 

 

 

x

 

 

Piemonte

 

x

 

x

 

 

Puglia

x

 

 

 

 

 

Toscana

x

 

x

 

 

 

Trent.A.A. (BZ)

 

 

 

 

 

 

Trent.A.A. (TN)

 

 

 

 

 

 

Umbria

 

 

 

 

 

 

Veneto

x

 

 

 

 

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Giornata nera per le ferrovie siciliane

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Comitato pendolari SICILIA- Patto Pendolari Italiani - CIUFER

Sito Internet: www.pendolaripa.altervista.org -   E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  -  Tel. 3470148590

 Al Presidente della Regione Sicilia

On.le Rosario Crocetta

 Al Sig. Assessore Regionale ai Trasporti

On. Antonino Bartolotta

 Al Direttore RFI Sicilia

Ing. Andrea Cucinotta

 Al Direttore Trenitalia Sicilia

Dott. Francesco Costantino

 Agli Organi di Stampa

 Giornata nera delle ferrovie siciliane

Mentre la politica siciliana sonnecchia e cerca di plagiare gli animi esagitati della popolazione con i soliti proclami, i pendolari siciliani vivono giornate sempre peggiori. Ormai le ferrovie siciliane sono cadute nel baratro.

 E’ chiaro che serve la sottoscrizione urgente del Contratto di servizio, ma temiamo ciò non basti a risollevare l’ormai agonizzante servizio ferroviario.  Del resto un contratto di servizio va firmato, ma va firmato rispettando le dovute regole di tutela dei passeggeri, del committente e dell’operatore ferroviario.Non vorremmo ritrovarci nel perverso gioco che ci porta a sottoscrivere di impulso un contratto dopo aver atteso anni.

Sollecitiamo il trasferimento definitivo delle competenze dallo Stato alla Regione Sicilia.

Successivamente  dovremo lavorate tutti insieme per la stesura di un contratto di servizio ottimale.

 Ieri è stata una giornata nera per i pendolari. L’ennesima!!! Pendolari bloccati quasi 5 ore sul ponte di Lascari, prigionieri di un treno Minuetto (3844) partito da Palermo Centrale alle 18:05 e fermo per guasto, nonostante vari tentativi di ripartenza e spinte varie. Ciò ha causato il blocco completo della linea Palermo - Messina. Tutti i treni regionali e intercity sono rimasti incastrati.

 Ecco a cosa serve il doppio binario. Solo la cecità dei nostri politici può affermare che non serve il raddoppio della Palermo-Messina.

Il doppio binario non è necessario solo per velocizzare la tratta, ma anche come backup di emergenza.

 A questo si aggiunga la vergognosa inefficienza del gestore. Persone bloccate sul treno, pure una donna in dolce attesa colpita da un malore. Sono dovuti intervenire i carabinieri su nostra sollecitazione per aiutare i malcapitati.Cosa aspettava Trenitalia per attivare i servizi di emergenza? La nostra chiamata ?

 La giornata nera è proseguita stamattina, diverse metropolitane soppresse, ritardi sulla Palermo-Messina e sulla Punta Raisi. Le nostre richieste di garanzia delle fasce orarie di maggiore interesse, di comunicazioni tempestive cadono sempre nel vuoto. Non è più accettabile che i lavoratori, gli studenti e tutti i passeggeri debbano perdere ore di lavoro o di studio a causa di ritardi e soppressioni.  Siamo stanchi di subire, siamo stanchi della latitanza della politica siciliana!!!

 Palermo, 6 Marzo 2014

 Giacomo Fazio

Presidente Comitato Pendolari Sicilia

Referente CIUFER  Palermo

Patto Pendolari Italiani

Ferrovie in Europa. Politiche ingannevoli

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Finalmente, qualcuno inizia ad accorgersi che la Comunità Europea deve diventare qualcosa di diverso da una semplice comunità economica, dove il denaro affossa il Diritto e dove sia legittimo il profitto privato in attività dalle quali dovrebbe, non fosse altro che per dettato morale, categoricamente escluso (cfr. http://www.themeditelegraph.it/it/2014/02/27/ferrovie-caos-jmQWSaGOa1TMioj8GLCcWJ/index.html, dove sta chiaramente scritta l’espressione: inaccettabile che la Commissione, per ideologia e facilità, non punti che sulle liberalizzazioni)

Svincoli autostradali o snodi ferroviari?

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A pagina 9 del numero di domenica 16 febbraio 2014, compare l’ennesimo articolo riguardante lo svincolo autostradale di Ovada e la bretella Carcare – Predosa. Lo svincolo, fisicamente, è ubicato nel Comune di Belforte Monferrato, complice la geografia politica dell’area Piemontese, che vede la presenza di molti Comuni di limitata estensione e popolazione di pochi abitanti, se comparati rispetto ad altri areali e, pertanto, si è, correttamente, scelto di denominarlo con il toponimo di Ovada, che, oltre ad essere il centro più importante in vicinanza dello svincolo, ha il titolo di Città. A chi teme un dirottamento dei turisti altrove, si rammenta che, in prossimità degli svincoli autostradali, è collocato un cartello con l’indicazione delle mete raggiungibili nell’ambito di una distanza ragionevolmente breve e, nel caso in esame, in direzione Nord, le località indicate sono: Belforte, Gavi, Acqui Terme, Canelli, Castelletto d’Orba, Strevi, Cassine e l’alto Monferrato, quest’ultimo con tanto di scritta bianca in campo marrone, mentre, in direzione Sud, non compaiono né Canelli, né Cassine.

A parte l’uso di alcuni albionismi, di per sé non indicati in un testo in lingua diversa dall’Inglese, si ricorre a termini – Inglesi, appunto – mutuati dal bieco commercio e dalla finanza per sottolineare la necessità di una promozione adeguata alla zona dell’Acquese, la quale, come tutto il nostro bel Paese, può puntare su quanto di meglio l’Italia ha da offrire: Natura e Cultura, non di certo su alchimie certamente più adatte ad altri generi di più bassa levatura.

Quanto ai trasporti, un tempo, per un Comune era motivo di vanto essere citato nelle guide turistiche, specie quando, nella descrizione, compariva l’espressione stazione ferroviaria propria, con l’eventuale indicazione della distanza dello scalo ferroviario dal centro abitato; oggi, con esigenze economiche ed ecologiche sempre più restrittive, invece, alcuni vorrebbero inserire tra i punti di forza di un luogo la presenza di uno svincolo autostradale nel proprio Comune oppure a breve distanza. La Città di Acqui Terme, fortunatamente, si trova nella condizione di ospitare un nodo ferroviario a quattro diramazioni, in grado di collegarla con Genova e la Riviera Ligure di Levante, con Savona e la Riviera Ligure di Ponente, con Nizza ed il Piemonte occidentale, con Asti e Torino, con Alessandria, il Piemonte orientale e la Lombardia occidentale, per limitarsi alle relazioni più brevi: il tutto richiede solamente un’adeguata programmazione dei servizi e, solo in un secondo tempo, un adeguamento infrastrutturale doveroso, che, portando le linee a sfruttare i vantaggi offerti dalla tecnica moderna, sicuramente, porterebbe vantaggi maggiori di quanto non possa fare un tronco autostradale, il quale non farebbe altro che richiamare altro traffico veicolare, anche pesante. È stata citata l’esposizione di Milano del 2015: onde evitare un’infinita carovana di autovetture e di autobus da e per la nostra zona, sarebbe più opportuno rinforzare i servizi ferroviari ordinari e, per i turisti, organizzare treni speciali passanti per Mortara (attraverso il nodo di Milano o quello di Novara) oppure per Vercelli e Casale Monferrato, offrendo un’opportunità di certo più veloce e confortevole dell’autobus per gustare rispettivamente i panorami della Lomellina oppure del basso Monferrato prima di arrivare nell’area Acquese. Ragionamenti analoghi possono essere fatti nelle altre direzioni, specie verso il Turchino, dove il famigerato traforo del Cremolino, di cui si parla da una trentina d’anni, dovrebbe essere realizzato, in via prioritaria, per il raddoppio e la velocizzazione di quella linea facente parte di un itinerario ad alta valenza turistica, che mette in comunicazione il Mediterraneo con il Monte Bianco passando per Ovada, Acqui Terme, Nizza Monferrato, Asti, Chivasso, Ivrea ed Aosta e che ha nell’Acquese un’apprezzabile meta.

 Settimanale L'Ancora, 2 Marzo 2014

 Cordiali saluti.

 BORRI ROBERTO

   
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