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La querela di Moretti contro Riccardo Antonini: ARCHIVIATA!

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http://www.classactionromanettuno.org/Comunicazioniletterdett.asp?id=44

SIT-IN DI LOTTA IN SICILIA

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Sit-in, sabato 10 maggio 2014 dalle ore 10.30 alle 12.00, per il ripristino delle infrastrutture e della circolazione ferroviaria sulla Catania-Caltagirone-Gela a tre anni dal crollo del ponte ferroviario in contrada Angeli di Niscemi.

A tre anni di distanza dal crollo delle arcate del ponte ferroviario, in contrada Angeli di Niscemi, della tratta ferroviaria Caltagirone-Gela. Il Comitato Pendolari Siciliani unitamente al C.I.U.Fe.R (Comitato Italiano Utenti Ferrovie Regionali) e all’Associazione Ferrovie Siciliane organizza sui luoghi del crollo un sit-in per fare il punto sulla situazione ferroviaria della Caltagirone-Gela. L’appuntamento dell’iniziativa è alla stazione ferroviaria di Caltagirone alle ore 10.00, per poi spostarci nei luoghi del crollo del ponte ferroviario sulla Sp. 39 per Niscemi in contrada Angeli.

All’iniziativa programmata dal Comitato Pendolari Siciliani sono stati invitati il Presidente della regione, l’assessore regionale ed il dirigente generale alle infrastrutture e mobilità, il direttore di Rfi e i sindaci di Caltagirone, Gela e Niscemi.  

Giosuè Malaponti - Coordinatore Comitato Pendolari Siciliani

Recapiti: cell. 3921727757 - 3475545402 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

AUGURONI....

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Caro sindaco di Pompeo...

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Il sindaco di Mompeo (Ri), nonché AD di FS, cavalier Moretti, ha  annunciato di aver trovato le risorse interne per i pendolari, ossia tre miliardi di euro http://www.occhioche.it/news.php?nid=7195.

Certo la cifra potrà sembrare imponente trattandosi di pendolari anche se ben lontana dai 46 miliardi di euro (38 miliardi di sterline) che la Gran Bretagna ha deciso di spendere nei prossimi 5 anni per rimettere a nuovo tutto il suo sistema ferroviario, riaprendo anche stazioni chiuse da tempo, secondo quanto riferisce il telegiornale della BBC. Non che sia una misura ritenuta sufficiente dalla maggior parte della gente e dagli elettori conservatori, che rivogliono un servizio pubblico riunificato sotto la pubblica proprietà perché, come spiega questo articolo http://www.exeterexpressandecho.co.uk/Network-Rail-unveils-year-38-billion-investment/story-20885995-detail/story.html, 20 anni di privatizzazione delle ferrovie inglesi non hanno fatto andar meglio le cose.

Buon per gli inglesi che, pur avendo il debito pubblico e privato più alto del mondo assieme al Giappone, non hanno sottoscritto alcun fiscal compact che invece a noi obbliga a trovare ogni anno 50 miliardi per ridurre il debito…

Quello che più lascia di sasso nell’atteggiamento dell’amministratore delegato, che il presidente della Repubblica ha ben pensato di elevare al rango di “cavaliere”, è che probabilmente pensa di parlare a bambini di un asilo nido coi quali si può tranquillamente affermare che all’interno della propria azienda si siano improvvisamente “trovati” 3 miliardi di cui evidentemente finora non se ne conosceva l’esistenza.

Ma possiamo immaginare in che modo si occupi di bilancio uno che nella sua azienda “trova” improvvisamente tre miliardi di euro e, considerando quanto ha riferito il suo avvocato nel processo di Viareggio, circa il fatto che il cavaliere non si occupa nemmeno di treni o di binari, c’è allora da domandarsi che cosa faccia perché il Paese gli paghi quegli 870.000 euro l’anno…

“Ma non bastano” – dice, mentre sappiamo che continua a tagliare intercity al fine probabilmente di far posto agli annunciati nuovi frecciarossa 1000. Come a dirci “il lavoro è ancora lungo, diamoci da fare”. Bene, un primo passo potrebbe essere quello che lei si facesse fotografare davanti ai carri bestiame arrugginiti che circolano ogni giorno sulle linee regionali a semplice binario o davanti alle stazioni abbandonate, anziché ai luccicanti frecciarossa. 

Il problema è, caro signor ex segretario nazionale della Filt Cgil, che è un po’ tardi per cercare le simpatie e l’appoggio dei pendolari, un po’ fuori tempo per rifarsi una verginità ai nostri occhi, perché, dopo aver patito le pene che ci ha saputo regalare in questi ultimi 8 anni, lei ha perso con noi e con gli altri italiani, quello che lei invoca ogni volta che usa il pugno di ferro licenziando un suo dipendente: il rapporto di fiducia.

Noi non la vogliamo più vedere né sentire e ci piacerebbe anche che la procura della Repubblica la condannasse al carcere, assieme agli altri, per quanto è avvenuto a Viareggio il 29 giugno 2009.

In questo modo il nostro Paese dimostrerebbe di aver fatto un minimo di giustizia nei confronti di chi, comandato a gestire la nostra mobilità, non ha saputo far altro che dilapidare immense risorse economiche destinate a tutta la mobilità pubblica della Nazione, spostandole su treni di lusso e infrastrutture loro destinate nonché licenziare senza indugio quel personale certificato che ha osato parlare di sicurezza, quella dell’esercizio, quella di noi cittadini.

Piano industriale di FS: in direzione ostinata e contraria

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Il signor Mauro Moretti afferma che è ingiusto ridurre il suo stipendio, ridimensionandolo fino a quel poco che percepisce il Presidente della Repubblica, in quanto fare l’amministratore delegato delle FS comporta molta fatica, di certo assai più di quella non solo dello stesso capo di Stato, ma anche di quella del personale che fa muovere i treni, soggetto anche a turni di dieci ore e a scambiare il giorno con la notte, lavorando con pochi mezzi per affrontare una clientela spesso esasperata.

Ma se davvero il suo lavoro è così pesante non può non stupire il fatto che, tralasciando tutte le altre cose a cui prende parte in qualità di membro, trovi ancora le energie per accettare nuovi incarichi e svolgere, da par suo:

- dal 2004 il ruolo di sindaco nel comune di Mompeo (Rieti),

- sempre dal 2004, il ruolo di presidente del CIFI (Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani),

- da febbraio 2008, il ruolo di Consigliere Generale Fondazione SLALA.

- da marzo 2009 il ruolo di Vice Presidente UIC (Union Internationale des Chemins de Fer)

- da dicembre 2010, il ruolo di Vicepresidente con delega alle Grandi Infrastrutture dell'Unione Industriali Napoli

- da settembre 2012 il ruolo di Co‐Chairman ltalian Egyptian Business Council,

- da gennaio 2013 il ruolo di presidente della Consulta del progetto FIGI (Facoltà Ingegneria Grandi Imprese) dell'Università La Sapienza di Roma,

- da dicembre 2013 il ruolo di Presidente dello European Management Committee dell'UIC (Union Internationale des Chemins de Fer).

Chissà, forse se abbandonasse gli altri incarichi potrebbe concentrarsi meglio sull’oscuro lavoro che fa in FS laddove, secondo quanto ha dichiarato il suo avvocato nel processo di Viareggio che lo vede imputato per strage, 'non si occupa né di treni, né di binari'.

Di certo come pendolari possiamo facilmente confermare che non si occupa affatto di treni, né di binari che riguardano il servizio regionale, ma questo non lo scagiona certo dalle accuse penali, semmai aggiunge una ragione in più per sollevarlo dall’incarico per il quale viene profumatamente retribuito senza svolgerlo.

In effetti, il vederlo continuamente sui giornali e fotografato tutto sorridente davanti agli eurostar ci mette più di qualche dubbio sul fatto che possa restargli tempo per fare qualcosa di utile per i pendolari italiani, ma ciò che davvero lascia increduli è come nessuno, tra i tanti partiti e sindacati che dicono di difendere lavoro e cittadini, abbia ancora giustificato il proprio silenzio dopo l'ennesima conferma del sig. Moretti ad amministratore delegato della nostra mobilità quotidiana, della nostra vita lavorativa e della nostra salute.

D’altro canto, visto che lo stesso Moretti ha ritenuto opportuno rilevare che i suoi omologhi in Europa percepiscono compensi maggiori del suo e che la SpA di cui è amministratore delegato da quando “Lui c’è” ha risanato il bilancio (a costo della distruzione completa del sistema pubblico dei trasporti ferroviari diciamo noi), ci sentiamo, come cittadini e pendolari, di invitarlo a collocarsi sul mercato, date le sue mirabolanti capacità, e vedere se i sistemi ferroviari del resto d’Europa sono  disponibili a mettersi nelle sue mani salvifiche.

Ma come stanno realmente le cose in Europa? Chi sono i manager del trasporto ferroviario in Germania, Francia, Spagna, Inghilterra? Come funzionano i trasporti ferroviari in questi paesi? Che servizi garantiscono? Con quale efficienza? Con che rapporto qualità/prezzo? Con quali sgravi e a favore di chi?

Non è ovviamente il signor Moretti che deve risponderci, bensì la classe politica, che l’ha voluto a ricoprire questo delicatissimo e importantissimo incarico, che ora ce ne deve spiegare le ragioni. Ci deve dire perché continua ad occupare questo mandato chi elabora un piano industriale ferroviario che propone investimenti in mezzi su gomma, contraddizione in termini colossale in barba non solo al ruolo esercitato, ma ai più banali principi di sostenibilità ambientale ed economica, che dovrebbero orientare l’operato di chi presiede l’azienda che (di fatto in regime di monopolio) eroga il servizio di trasporto pubblico ferroviario, pagato dallo Stato, ergo dai cittadini dei quali si fa beffe quotidianamente.

E anche le ipotesi di maggior integrazione tra ferro e gomma, nell’intendimento di costui, significano solo direttrici principali su ferro, mentre per tutti gli altri spostamenti, autobus. Sicché arriva anche a domandare stanziamento per gli autobus, di cui dovrebbe occuparsi, al massimo la Regione, visto che non hanno senso movimenti di raggio più ampio. Come se non bastasse, intende cedere gli edifici di stazione, così fomentando un nuovo giro di appalti con tangente per costruire i locali, che, necessariamente, dovranno esserci.

I suoi “piani industriali” si sono rivelati un massacro per il servizio pubblico regionale: le gloriose Ferrovie dello Stato, che costituivano un sistema di trasporto veramente integrato, che univa velocità e capillarità, con ingegneri di prim’ordine nei posti di comando, sono ora ridotte ad una vile società per azioni, alla stregua di qualsiasi azienda privata che produca pentole o ombrelli. Davvero deplorevole la spaccatura tra servizi a mercato, che al pari del mercato stesso non dovrebbero esistere, e servizi universali, quando, caso mai, i treni lenti dovrebbero fungere da raccoglitori e distributori rispetto a quelli veloci.

Occorre infine puntualizzare che certe figure non dovrebbero nemmeno esistere, perché dai servizi fondamentali ad alta rilevanza sociale, fra cui Sanità, Acqua, Istruzione, Poste & Telecomunicazioni, Energia in tutte le sue forme, Trasporti, deve essere categoricamente esclusa ogni forma di interesse privato, di mercato e via spropositando; di conseguenza non dovrebbero nemmeno esistere, nell’ambito dei servizi universali, società per azioni, tantomeno cariche come amministratori delegati.

Vale per Moretti come per tutti gli altri predatori che stanno appollaiati sugli scranni: altissimi dirigenti della Pubblica Amministrazione devono essere retribuiti in maniera proporzionale a quantità e qualità del proprio lavoro, senza le immorali esagerazioni attuali; e comunque, mai magnati d’impresa nella PA!

Il compito di un paese civile è quello di servire i cittadini-utenti ad eque condizioni, non trasformarli in clienti di un mercato, che qualche avventato legislatore, per incompetenza, debolezza, o peggio, connivenza nei confronti dei potentati economici, ha creato.

   
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