Lettera 001

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Caro direttore, voglio raccontare la mia ultima avventura capitatami con Trenitalia. Il 20 ottobre scorso sono in viaggio di lavoro, tratto Trento - Bologna. Giungo in stazione con congruo anticipo per verificare l'idoneità del mio biglietto di andata/ritorno prenotato on line (memore di pregresse innumerevoli disavventure). I punti informazione sono presi d'assalto e a quanto pare da parecchio tempo. Non ho speranze di veder esaudite le mie richieste in tempo utile per partire alle 10.12 e quindi decido di chiedere lumi ad un'assistente Trenitalia presente nell'atrio della stazione.

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037. Treno Venezia. Un nostro diritto

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Il 10 dicembre 2011, in nome di una razionalizzazione dei treni notturni Nord-Sud che di ratio aveva ben poco, Trenitalia ha praticamente decretato la fine, in particolare, di tre grandi tratte (Venezia-Palermo, Torino-Palermo e Milano-Palermo) che, a suo parere, erano poco frequentate e quindi foriere di perdite per l'azienda. In realtà, da assiduo frequentatore per quasi vent'anni della prima, posso tranquillamente affermare che, nonostante negli ultimi anni Trenitalia stesse abbandonando a se stesso questo servizio con prolungamenti eccessivi nella tabella oraria e ritardi frequenti, i convogli erano quasi al completo anche in periodi non festivi. A seguito della soppressione di questi treni, Trenitalia pensa bene di spezzare il viaggio in due di modo che i viaggiatori prima utilizzino un treno AV e poi il treno notte da Roma verso il Meridione  o viceversa da Sud verso la Capitale; tutto ciò ha provocato il licenziamento di ottocento cuccettisti, che non rappresentavano un onere ma una risorsa economica e occupazionale, ha lasciato invariati se non addirittura ha aumentato i tempi di percorrenza, ha fatto lievitare il prezzo anche di oltre venti euro e naturalmente arreca notevoli disagi ai viaggiatori: già difficile per persone giovani, il trasbordo con bagaglio al seguito diventa quasi impossibile per tutti quegli anziani che viaggiano per cure negli ospedali del Nord o per visitare i figli emigrati. Il viaggio si trasforma poi in un vero e proprio inferno quando si perde il treno AV per il Nord visto che a Roma il treno notturno arriva quasi sempre in ritardo per oscuri motivi;  ci si deve recare all'ufficio Assistenza Clienti per l'autorizzazione alla salita sul treno AV successivo nel quale si starà quasi sicuramente in piedi per mancanza di posti a sedere. Come si può ben immaginare, molti viaggiatori, tra i quali le centinaia di persone che per lavoro, ogni settimana, già con grande sacrificio, si spostano da Sud a Nord e viceversa, sono costretti, stanchi dei continui disagi, ad optare per le compagnie private di viaggi che hanno sensibilmente accresciuto il loro peso dal 2012 ad oggi. Pertanto a seguito di questo taglio dei treni notte, sulla strada si contano centinaia di corriere e nei cieli di aerei in più che di sicuro non contribuiscono ad eliminare le emissioni di CO2 come invece recita il retro di ogni titolo di viaggio. Come ho scritto sopra, Trenitalia ha fatto tutto il possibile per disincentivare i treni notte diretti e nel 2011, per meglio competere con Italo/NTV, ha appunto trovato un ulteriore pretesto per sopprimerli e rimpiazzare il vuoto con nuovi treni AV : un chiaro esempio ci è fornito dal treno Frecciargento 9455 Venezia S.L-Roma T.ni  che parte solo qualche minuto dopo rispetto a quanto faceva l’espresso Venezia S.L.-Palermo C.le! Paradossalmente per disincentivare ancor più il servizio notturno a giugno 2012 Trenitalia annuncia il ripristino di due  treni notte: Milano-Siracusa/Palermo e vv. e Torino/Milano-Reggio Calabria e vv. A prima vista sembrerebbe un bel passo avanti e invece rappresenta un contentino fallace per chi ha tanto protestato; prendiamo per esempio la realtà  tragi-comica della seconda tratta: in origine fino a due anni fa lo stesso percorso era compiuto dal Treno del Sole,proveniente da Palermo, in quattordici ore. Ora invece si è verificata una sorta di involuzione perché il 794-795,nato come treno notte con capolinea a Roma, ha mantenuto i medesimi tempi di percorrenza che aveva quando terminava la sua corsa nella Capitale e dunque da Reggio a Torino le ore sono diventate ben diciannove con alcune fermate proprie addirittura di un treno regionale. Inoltre, dato che stranamente percorre la dorsale appenninica e non il litorale tirrenico come i treni notte per il Piemonte di solito facevano, non effettua fermata a Bologna passando direttamente da Prato a Modena. Come è possibile che un treno tanto importante salti il nodo del capoluogo emiliano precludendo quindi qualsiasi possibilità di un viaggio notturno per molti viaggiatori che si devono recare a Nord-Est? Trenitalia si giustifica sostenendo che con l'aggiunta di tale fermata si provocherebbe la saturazione della stazione mentre invece molti capitreno mi hanno confermato di persona che si tratta di un ulteriore ostacolo per spostare il flusso di viaggiatori sulle Frecce. Oltretutto da quasi un anno è stata aperta la nuova stazione AV di Bologna per cui molte Frecce sono dirottate lì. Prima delle conclusioni è anche bene far notare la profonda disparità che sussiste tra i servizi resi in Calabria/Sicilia e in Puglia. Tutte le tratte a media e lunga percorrenza nazionali sono contemplate all’interno del “servizio universale”, una sorta di contratto finanziato per la maggior parte dallo Stato e nella parte scoperta da Trenitalia; ora confrontando le due suddette zone del Sud Italia si nota che i collegamenti diurni e notturni per la Puglia da Torino/Milano/Bologna  sono otto a cui vanno aggiunti nove treni Frecciabianca . Sapete invece quanti sono quelli da Torino/Milano (Venezia è inconcepibilmente scoperta) per Calabria e Sicilia? Solo due! Alle decine di reclami che ho inviato mi hanno sempre risposto in base al seguente criterio: “ E’  necessario individuare e monitorare, attraverso un’attenta analisi economica, i collegamenti a scarsa redditività, contraendo o potenziando l’offerta dove si registri una minore o maggiore vivacità del mercato”. Questo è vero ma non possono tuttavia affermare che il Nord non rappresenti un enorme bacino di fruitori del servizio verso le suddette regioni d’Italia: sarebbe la stessa cosa negare la storia dell’immigrazione e con essa quella del nostro Paese. Pertanto con una seria ed interessata politica ferroviaria si potrebbe tranquillamente dirottare una parte dei fondi del “servizio universale” per il ripristino e l’incentivazione dei treni notturni Milano-Palermo, Torino-Palermo, Venezia-Palermo visto che ancora oggi, in una situazione tanto incresciosa, molti sono i temerari- tra cui io- che decidono di avvalersi di un servizio notturno oramai decapitato. È quello che chiediamo da due anni con la riattivazione del Venezia-Palermo e che ci aspetteremo accadesse tra pochi mesi a seguito dell’entrata in vigore del nuovo orario invernale. È un diritto che ci spetta.

 

Raffaele Palermo, Padova



037-Venezia/Palermo. E' un nostro diritto

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Il 10 dicembre 2011, in nome di una razionalizzazione dei treni notturni Nord-Sud che di ratio aveva ben poco, Trenitalia ha praticamente decretato la fine, in particolare, di tre grandi tratte (Venezia-Palermo, Torino-Palermo e Milano-Palermo) che, a suo parere, erano poco frequentate e quindi foriere di perdite per l'azienda. In realtà, da assiduo frequentatore per quasi vent'anni della prima, posso tranquillamente affermare che, nonostante negli ultimi anni Trenitalia stesse abbandonando a se stesso questo servizio con prolungamenti eccessivi nella tabella oraria e ritardi frequenti, i convogli erano quasi al completo anche in periodi non festivi. A seguito della soppressione di questi treni, Trenitalia pensa bene di spezzare il viaggio in due di modo che i viaggiatori prima utilizzino un treno AV e poi il treno notte da Roma verso il Meridione  o viceversa da Sud verso la Capitale; tutto ciò ha provocato il licenziamento di ottocento cuccettisti, che non rappresentavano un onere ma una risorsa economica e occupazionale, ha lasciato invariati se non addirittura ha aumentato i tempi di percorrenza, ha fatto lievitare il prezzo anche di oltre venti euro e naturalmente arreca notevoli disagi ai viaggiatori: già difficile per persone giovani, il trasbordo con bagaglio al seguito diventa quasi impossibile per tutti quegli anziani che viaggiano per cure negli ospedali del Nord o per visitare i figli emigrati. Il viaggio si trasforma poi in un vero e proprio inferno quando si perde il treno AV per il Nord visto che a Roma il treno notturno arriva quasi sempre in ritardo per oscuri motivi;  ci si deve recare all'ufficio Assistenza Clienti per l'autorizzazione alla salita sul treno AV successivo nel quale si starà quasi sicuramente in piedi per mancanza di posti a sedere. Come si può ben immaginare, molti viaggiatori, tra i quali le centinaia di persone che per lavoro, ogni settimana, già con grande sacrificio, si spostano da Sud a Nord e viceversa, sono costretti, stanchi dei continui disagi, ad optare per le compagnie private di viaggi che hanno sensibilmente accresciuto il loro peso dal 2012 ad oggi. Pertanto a seguito di questo taglio dei treni notte, sulla strada si contano centinaia di corriere e nei cieli di aerei in più che di sicuro non contribuiscono ad eliminare le emissioni di CO2 come invece recita il retro di ogni titolo di viaggio. Come ho scritto sopra, Trenitalia ha fatto tutto il possibile per disincentivare i treni notte diretti e nel 2011, per meglio competere con Italo/NTV, ha appunto trovato un ulteriore pretesto per sopprimerli e rimpiazzare il vuoto con nuovi treni AV : un chiaro esempio ci è fornito dal treno Frecciargento 9455 Venezia S.L-Roma T.ni  che parte solo qualche minuto dopo rispetto a quanto faceva l’espresso Venezia S.L.-Palermo C.le! Paradossalmente per disincentivare ancor più il servizio notturno a giugno 2012 Trenitalia annuncia il ripristino di due  treni notte: Milano-Siracusa/Palermo e vv. e Torino/Milano-Reggio Calabria e vv. A prima vista sembrerebbe un bel passo avanti e invece rappresenta un contentino fallace per chi ha tanto protestato; prendiamo per esempio la realtà  tragi-comica della seconda tratta: in origine fino a due anni fa lo stesso percorso era compiuto dal Treno del Sole,proveniente da Palermo, in quattordici ore. Ora invece si è verificata una sorta di involuzione perché il 794-795,nato come treno notte con capolinea a Roma, ha mantenuto i medesimi tempi di percorrenza che aveva quando terminava la sua corsa nella Capitale e dunque da Reggio a Torino le ore sono diventate ben diciannove con alcune fermate proprie addirittura di un treno regionale. Inoltre, dato che stranamente percorre la dorsale appenninica e non il litorale tirrenico come i treni notte per il Piemonte di solito facevano, non effettua fermata a Bologna passando direttamente da Prato a Modena. Come è possibile che un treno tanto importante salti il nodo del capoluogo emiliano precludendo quindi qualsiasi possibilità di un viaggio notturno per molti viaggiatori che si devono recare a Nord-Est? Trenitalia si giustifica sostenendo che con l'aggiunta di tale fermata si provocherebbe la saturazione della stazione mentre invece molti capitreno mi hanno confermato di persona che si tratta di un ulteriore ostacolo per spostare il flusso di viaggiatori sulle Frecce. Oltretutto da quasi un anno è stata aperta la nuova stazione AV di Bologna per cui molte Frecce sono dirottate lì. Prima delle conclusioni è anche bene far notare la profonda disparità che sussiste tra i servizi resi in Calabria/Sicilia e in Puglia. Tutte le tratte a media e lunga percorrenza nazionali sono contemplate all’interno del “servizio universale”, una sorta di contratto finanziato per la maggior parte dallo Stato e nella parte scoperta da Trenitalia; ora confrontando le due suddette zone del Sud Italia si nota che i collegamenti diurni e notturni per la Puglia da Torino/Milano/Bologna  sono otto a cui vanno aggiunti nove treni Frecciabianca . Sapete invece quanti sono quelli da Torino/Milano (Venezia è inconcepibilmente scoperta) per Calabria e Sicilia? Solo due! Alle decine di reclami che ho inviato mi hanno sempre risposto in base al seguente criterio: “ E’  necessario individuare e monitorare, attraverso un’attenta analisi economica, i collegamenti a scarsa redditività, contraendo o potenziando l’offerta dove si registri una minore o maggiore vivacità del mercato”. Questo è vero ma non possono tuttavia affermare che il Nord non rappresenti un enorme bacino di fruitori del servizio verso le suddette regioni d’Italia: sarebbe la stessa cosa negare la storia dell’immigrazione e con essa quella del nostro Paese. Pertanto con una seria ed interessata politica ferroviaria si potrebbe tranquillamente dirottare una parte dei fondi del “servizio universale” per il ripristino e l’incentivazione dei treni notturni Milano-Palermo, Torino-Palermo, Venezia-Palermo visto che ancora oggi, in una situazione tanto incresciosa, molti sono i temerari- tra cui io- che decidono di avvalersi di un servizio notturno oramai decapitato. È quello che chiediamo da due anni con la riattivazione del Venezia-Palermo e che ci aspetteremo accadesse tra pochi mesi a seguito dell’entrata in vigore del nuovo orario invernale. È un diritto che ci spetta.

 Raffaele Palermo (Padova)

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