Lettera 016

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L’Italia uno stato di diritti e di doveri, non tutela sotto molti punti di vista i i suoi cittadini, a cui si chiede giustamente di pagare le tasse, di rispettare la legge e il vivere civile ma oltre al chiedere si deve pure dare e purtroppo il disagio in cui vivono molti pendolari al Sud Italia sta per esplodere nel silenzio dei media. Quì vi proponiamo una lettera inviata pochi giorni fa dal Dott. Giuseppe Iannì, stanco come tanti altri pendolari di subire in silenzio!



Spett. le Dr. Moretti, è un umile lavoratore che le scrive, pur essendo certo di non ricevere nessuna risposta nè da Lei, nè dal suo entourage, per tale motivo mi sono permesso di inoltrare la stessa missiva al Presidente della Regione Calabria e ad un’importante trasmissione televisiva nazionale che ad oggi risulta essere tra i pochi strumenti di difesa dei diritti di tutti i cittadini siano del Nord o del Sud ovvero Striscia La Notizia. Vivo a Gioia Tauro (RC) città spesso famosa per fatti di cronaca nera, ma come le posso assicurare, abitata da tantissima gente per bene, che ogni mattina si sveglia con l’intento di andare a lavorare, guadagnandosi l’unico sussidio economico per la sopravvivenza (oggi non si può parlare di altro) della propria famiglia. Mi trovo da 5 anni a lavorare a Reggio Calabria, ciò comporta che, ogni mattina da lunedì a venerdì, la mia sveglia suoni alle 06.35, mi alzo e mi preparo per andare a lavoro. Gioia Tauro – Reggio Calabria 50 Km circa di distanza, 50 minuti circa di percorrenza treno, e già con l’A3 che ci ritroviamo siamo violentemente costretti a prendere il treno. Treno regionale 3685 delle ore 07.53, con arrivo 08.45 alla stazione di Reggio Calabria Lido: tutti in carrozza direbbe il controllore, si parte, poi passa durante il viaggio e chiede “Biglietto…” ed io come tanti “ abbonato capo …” e già, abbonato . Lo sa Dr. Moretti che da 5 anni ogni mese, da cittadino civile, pago € 55,80 al mese? Pensi: € 55,80 x 12 = € 669,60 l’anno; € 669,60 x5 = € 3.348,00. Più di € 3.000,00 dati alle Ferrovie dello Stato per usufruire di un servizio, che non si può dire scadente, sarebbe troppo positivo per i nostri Treni in Calabria. Treni sporchi, porte rotte, condizionatore che “fa cuocere” in alcune carrozze e “fa morire di freddo” in altre, treni piccoli che fanno stare la “merce umana” – perché così viene considerata da FS nel Sud Italia – una attaccata all’altra e tanta ma tanta rassegnazione nei volti della gente. Sa cosa si dice sui treni Dr. Moretti ? “Di cosa ci preoccupiamo già è abbastanza che cammina sulle rotaie e che ci porta a destinazione”. Eh NO! Dr Moretti, questo non va bene, lede i diritti dei Cittadini. Non penso che noi calabresi e del Sud Italia in generale, siamo gente di serie B o realmente “Merce Umana”! L’Art. 3 della Costituzione Italiana recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. E ancora l’Art. 4 della Costituzione Italiana: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”. Garantire un degno utilizzo di un mezzo pubblico per recarsi al proprio posto di lavoro, è una condizione fondamentale per rendere effettivo questo diritto o no? Perché caro Dr. Moretti, quello che sta succedendo dal 01 Gennaio 2012 è inaccettabile per chiunque: ritardi continui (45 minuti, 75 minuti, 30 minuti), cancellazioni ingiustificate e costrizione a prendere un treno – il Regionale 22607 delle ore 08.23, composto da una sola vettura. Lo sa Dr. Moretti che eravamo in circa 300 in un treno con capienza forse di 100? Lo sa dove ho viaggiato stamattina 19 Gennaio 2012? Io, come tanti, nello spazio tra la cabina di guida e la prima vettura riservata ai viaggiatori, con me c’erano un estintore, tanto grasso e persino le saracinesche… sembravamo i deportati Ebrei di Auschwitz. Sembrerebbe una barzelletta, ma purtroppo, è la pura e semplice triste verità dei miei viaggi mattutini in treno. Penso sia abbastanza per poter dire “VERGOGNA” e “BASTA”!!! Mi chiedo pagherà mai qualcuno: i miei disagi, i miei ritardi a lavoro, i miei appuntamenti saltati, i miei diritti lesi? La risposta è No in Italia non paga mai nessuno, tranne i soliti poveri Cittadini di Serie B, che vengono promossi in Serie A solo periodicamente nel periodo delle Elezioni Politiche e/o Amministrative. Non voglio promesse, sarebbero promesse da Capitano, da Capitano Schettino, pronto a lasciare sempre la nave quando affonda. Vorrei i fatti, chissà se mai li avrò, altrimenti mi farò aiutare dai miei sventurati colleghi di viaggio a preparare una Denuncia alla Procura della Repubblica. Sperando che mi possa sbagliare, nell’essere convinto che nè Lei nè il Suo Entourage leggerà mai la lettera, colgo l’occasione per porgerle Distinti Saluti.
Giuseppe Iannì 22/01/2012

http://www.multimediamente.it/viaggi/item/221-ferrovie-dello-statolettera-di-denuncia-di-un-pendolare-sulla-vergogna-dei-viaggi-in-treno-al-sud-italia.html

Lettera 015

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Disagi pendolari Vercelli: lettera di denuncia

Buongiorno,
sono una pendolare della tratta Novara-Milano e vorrei segnalare a tutti i miei compagni di sventura che l'abbonamento regionale fatto online non è valido sui treni EScity, anche se si sono spesi un sacco di euro per la carta di ammissione tuttotreno PIEMONTE.
Oggi sono stata MULTATA da un controllore estremamente maleducato e prepotente (ha esordito dicendo di essere un pubblico ufficiale con autorità pari a quella di un carabiniere!) nonostante provvista di abbonamento e supplemento (carta tuttotreno PIEMONTE) esclusivamente perché il mio abbonamento è stato fatto online (il costo è uguale!!!).
Sembra infatti che sugli EScity gli abbonamenti elettronici non siano validi poiché mancano gli strumenti per verificarne l’autenticità, pertanto a detta del controllore poteva essere contraffatto (Trenitalia ti vende il biglietto online ma poi ti multa perché ti considera senza biglietto!!!)! Mi chiedo se non sia più corretto da parte di Trenitalia limitarsi a NON vendere gli abbonamenti online visto che non ha implementato strumenti per controllarli, anche se siamo nel 2009 e si fa tutto online (inclusi biglietti aerei!!!). Ma soprattutto mi chiedo con che criterio viene scelto il personale di trenitalia, penso infatti che un controllore munito di buonsenso avrebbe potuto limitarsi ad avvertirmi di questa mia “irregolarità” senza farmi la multa e farmi pagare il supplemento (visto che comunque il biglietto ce lo avevo e soprattutto ero in buonafede!!!!). Faccio presente che ho viaggiato per settimane con questo abbonamento senza che nessuno mi dicesse niente!
Grazie mille.

Postato 21st March 2009 da Nessuno

Etichette: disservizi Trenitalia controllori maleducati

Lettera 014

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Trenitalia denuncia i pendolari ma chi denuncia Trenitalia?

Apprendiamo con enorme sorpresa che ad una pendolare di Stradella, membro attivo del nostro Coordinamento Pendolari, è stata notificata venerdì 25 una denuncia per interruzione di pubblico servizio. I fatti si riferiscono all’occupazione dei binari avvenuta a Bressana B. il 22 giugno scorso di fronte all’ennesimo grave disservizio di Trenitalia che aveva soppresso ai pendolari di Stradella il treno 2666R (partenza ore 7.53 da Stradella), costringendoli ad utilizzare il treno 20314 delle 7.20 partito con oltre 30min di ritardo (ovviamente sovraffollato) ed arrivato a Bressana Bottarone con 31 minuti di ritardo dove avrebbero dovuto effettuare il cambio-treno diretti a Pavia-Milano. Una volta giunti a Bressana, i pendolari hanno chiesto a Trenitalia la fermata straordinaria del 2674 (Novi Ligure, di passaggio, diretto a Pavia-Milano) per poter accorciare il già gravoso ritardo accumulato per causa ad essi non imputabile. Di fronte al diniego di Trenitalia, hanno ritenuto di occupare i binari. Nel contempo, è stato segnalato da più pendolari, che un capostazione si prendeva gioco di loro e li minacciava di gravi ripercussioni. All’arrivo della Polfer, tutti i pendolari erano già risaliti ai predellini in quanto Trenitalia aveva finalmente garantito la fermata straordinaria del treno a Bressana B. Molti pendolari testimoniano che nessun poliziotto ha potuto verificare la presenza degli occupanti sui binari, in quanto già risaliti. Solo una è stata identificata su segnalazione diretta del capotreno di cui si è accennato. La polizia ha chiesto alla pendolare i documenti riferendo di non averla vista sul posto, ma di eseguire un controllo su segnalazione del capotreno. Ebbene, venerdì 25, la pendolare, lavoratrice e madre di famiglia, riceve una denuncia di interruzione di pubblico servizio.

MA CHI DENUNCIA TRENITALIA? Sappiamo e ne abbiamo documentazione fotografica che attualmente è in corso una interruzione di pubblico servizio a Vigevano dove la biglietteria resterà chiusa fino al 30 giugno e riaprirà in questa data alle ore 12.35 ad un orario assolutamente inutile per i pendolari che sono già in ufficio a Milano. Abbiamo chiesto al Sindaco di Vigevano con una lettera aperta in copia al Sindaco di Stradella di intervenire nei confronti di Trenitalia/RFI. Questo Coordinamento Pendolari è solidale con la pendolare che ha subito la denuncia e continuerà a percorrere le vie istituzionali e del dialogo per la tutela del diritto ad un trasporto decoroso ed efficiente. Nel contempo, attiveremo tutte le vie di tutela possibili per la pendolare che è stata denunciata poichè riteniamo che l’esasperazione che ha portato questi pendolari ad occupare i binari è stata causata dai continui disservizi perpetrati da Trenitalia ed è nata come conseguenza diretta del mancato intervento risolutivo da parte di Trenitalia di fronte al grave ritardo provocato ai pendolari: in questi casi, da sempre, chiediamo che venga istituita la fermata straordinaria automatizzata, vale a dire che il pendolare in difficoltà possa utilizzare il primo treno utile di passaggio sulla propria linea. E’ una questione di buon senso, di logica e di civiltà. In questa operazione di solidarietà, abbiamo già ricevuto l’appoggio del MoVimento 5 Stelle e speriamo che anche altre forze politiche e istituzionali si attivino al più presto per la risoluzione positiva del caso di questa pendolare ingiustamente accusata.

Non siamo delle bestie e neanche dei cittadini di serie B!

Iolanda Nanni

Coordinamento Provinciale Pendolari

http://www.coordinamentopendolari.it/2010/06/28/trenitalia-denuncia-i-pendolari-ma-chi-denuncia-trenitalia/

Lettera 013

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Il breve articolo apparso il 09/01/13 su “Il Messaggero” on line, relativo agli assurdi disagi patiti dai pendolari del treno per Nettuno partito da Roma alle 15.07 accenna, senza approfondire,  al fatto che non sia stato fornito da Trenitalia alcun servizio sostitutivo. Poiché nel frattempo altre corse hanno subìto la medesima sorte, vedi i Reg. 12180 e 12183 del 28/01/2013 riportati sul Diario di bordo del sito web (www.classactionromanettuno.org ), vorremmo tentare una riflessione.

Vale la pena ricordare che, al fine di garantire un servizio sostitutivo in caso di soppressioni, Trenitalia aveva fatto una convenzione con un’azienda di trasporto di Aprilia che, circa un anno fa non è stata più rinnovata, con inevitabili ulteriori rischi sulla già precaria regolarità del servizio. Rischi che, come vediamo, si traducono spesso in danni ad un’utenza che nessuno difende, se non a parole. Se esistesse ancora quella convenzione è facile immaginare che, nel giro di una ventina di minuti al massimo, a chi era rimasto a piedi sarebbe stata garantita la dovuta mobilità.

Il fatto indigna più che stupire, anche perché il disagio era ampiamente prevedibile, tanto che lo scorso 11 luglio 2012, il consigliere regionale del Lazio, Tonino D’Annibale, aveva chiesto, attraverso una interrogazione urgente alla presidente Polverini e all’assessore Lollobrigida della ex gloriosa giunta PDL, quali azioni intendessero promuovere al fine di garantire il servizio sostitutivo ai pendolari in caso di soppressioni dei treni. Nessuna risposta. Mentre poco prima, il 20 giugno 2012, il consigliere Luigi Nieri aveva chiesto con interrogazione a risposta scritta come intendessero intervenire affinché fossero garantite qualità del servizio e sicurezza a passeggeri e personale di bordo. Nessuna risposta anche in questo caso.

Ma andrebbe anche capito come poi Trenitalia abbia ottenuto l’appalto stesso dalla Regione Lazio, dal momento che secondo il dettato dell’art.6 del DPR 753, “Le aziende esercenti ferrovie devono essere provviste dei mezzi necessari per assicurare l'espletamento del servizio e per eseguire l'ordinaria manutenzione dei veicoli, della propria sede, degli impianti e delle apparecchiature”.

Si potrebbe comprendere l’assenza dei mezzi sostitutivi per un’azienda che garantisse comunque una grande manutenzione dei NOSTRI treni regionali, così come fa per i SUOI eurostar, cosa che non accade. Stando a quanto riferisce il sindacato Filt Cgil del Lazio circa lo stato di abbandono in cui versa l’impianto di manutenzione rotabili di Roma Smistamento (quello dei treni regionali) sappiamo che: “Questo impianto che negli anni scorsi ha rappresentato un punto di eccellenza della manutenzione ferroviaria, versa oggi in una condizione di fatiscenza dove risulta essere ormai endemica la carenza di personale e fortunoso anche il semplice reperimento dei pezzi di ricambio necessari a garantire la piena risoluzione dei problemi manutentivi ai treni. A fronte di tutto ciò Trenitalia, con la formale e sostanziale contrarietà del sindacato, procede ad esternalizzazioni sempre più massicce di attività manutentive verso una pluralità di soggetti che non garantiscono né la qualità delle condizioni dei lavoratori, né tantomeno, come d’altra parte da voi segnalato, il risultato qualitativo dovuto ai pendolari.”

Insomma, quello che fa Trenitalia coi soldi che lo Stato e le regioni elargiscono per la mobilità di tutti sull’intero territorio italiano (e non certamente per i soli costosissimi Eurostar) è sotto gli occhi di tutti , la regione amministrata dal PDL non ha mai fornito nel Lazio nemmeno una risposta a chi le chiedeva conto dello sfacelo del servizio che essa stessa aveva assegnato in appalto, i sindacati si limitano a scrivere lettere, ma non sostengono mai concretamente (anche in procura) il diritto dei pendolari, che in molti casi si coniuga con quello di condizioni di lavoro dignitose dei sempre più pochi e vessati addetti al servizio in treno.

Questo, riteniamo, è ancora una volta il risultato dei benefici della scelta del cosiddetto “libero mercato”, che ad ogni elezione  continuano a propinarci da più parti, senza più alcun cenno al doveroso mantenimento di un servizio pubblico a disposizione dei cittadini che pagano le tasse.

Rosalba Rizzuto, Aprilia

 

Lettera 012

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Vergogna sul treno dei pendolari, 4 ore per arrivare a Cosenza

Un guasto al locomotore e l’assenza di altri convogli ha provocato enormi disagi. Viaggiatori stremati e inviperiti per la mancanza della dovuta assistenza.

Una autentica odissea.

Leggi tutto: Lettera 012

   
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