Lettera 026

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Non c'e' nulla di straordinario, purtroppo, di quello che vi vado a narrare. Una banale giornata di viaggio con treni meridionali nel tragitto Cosenza-Potenza.
Sono abituato. La tratta con gli orari puntuali delle coincidenze richiede da un minimo di 5 ore a una massimo di sei e mezzo.
Riesco a sbrigare la pratica che mi ha fatto tornare nella mia citta' e tutto contento punto verso il regionale delle 14, 50. Cambio a Battipaglia con larga possibilita' di prendere il lumacone Intercity che viene da Roma. Se tutto va nel senso giusto arrivo a casa per le otto di sera.



Compro i giornali ( alla stazione di Cosenza l'edicola e' chiusa da mesi) e cibo e liquidi (sui treni del Sud sei affidato solo ai cafe' express abusivi alla Manfredi).
Si parte. Fino a Paola chiacchiere con amici in svincolo per alte velocita'. Io proseguo verso altra tratta. Come al solito sono capitato nel vagone nazista senza aria condizionata. Un controllore democratico ci mette sull'avviso e cambiamo scompartimento. Per fortuna ho una maglietta di ricambio e metto in borsa la polo bagnata di sudore. Mi metto a lavorare e leggere. Le soste si prolungano. Il tempo lento scorre. Fermi per pezzi di minuti. Dopo Sapri realizzo che il viaggio e' da calabrolumaca record. Ci fermiamo ancora. Il regionale e' collassato. Scendiamo a Centola e possiamo prendere il regionale in ritardo partito da Sapri e diretto a Napoli. Il nuovo treno si affolla ma cammina. Scendiamo a Battipaglia che siamo un battaglione. Ho inevitabilmente perso la coincidenza. Ho tempo per protestare. Cerco il rimborso di un supplemento che non ho usato. Il ferroviere va in tilt e chima al telefono un superiore livell mentre la fila s'ingrossa allo sportello. Mi da un modulo che non spediro' mai. Chiedo dell'ufficio reclami. "Qui non c' e',l dovete andare a Salerno". Vado alla Polfer per denunciare l' ad di Trenitalia per truffa. Hanno chiuso. Vado a mangiare in un posto di ferrovieri mentre passano quattro-cinque treni per Napoli. Prendo un nuovo regionale, di tipo moderno con la presa per il telefono. Partiamo con mezz'ora di ritardo. Sono le 22,23 e sto per arrivare a Potenza. Sette ore e 15 da Cosenza a Potenza. E poteva andare anche peggio.

Paride Leporace 24.06.2013

Lettera 025

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PREMESSA

Ci risiamo, sempre peggio.

La pervicace negligenza  di TRENITALIA verso i passeggeri siciliani della lunga percorrenza va oltre ogni misura accettabile. Mai un convoglio approntato a regola d’arte; mai materiale rotabile con una manutenzione decente; spesso invece disservizi, decurtazioni, scarsa attenzione alla sicurezza e all’igiene, ma pagati a peso d’oro! 

 I  FATTI...


 

a) Andata, 15/03/2013: treno 1960 SR - Roma Termini delle ore 21.45, carrozza 002, matr. 71831-1/cab. singola,  posto 32.

1) Lavabo cabina: degrado evidente, no acqua calda, acqua fredda a filo per probabile incrostazione e vetustà delle tubature; molla di ritorno bocchetta sottolavabo non funzionante e apertura tamponata in emergenza con bustone di plastica di un cuscino per evitare spifferi e sgradevoli effluvi. Punto luce armadio-lavabo non funzionante.

2) Punti luce cabina: 1 solo funzionante ; luce notte: guasta. Poca luce per leggere.

3) Copripseudopiumino con vistoso strappo a forma di 7 di oltre 10 cm  (foto).

4) Condotto dell’aria condizionata (non disattivabile per fuori-uso della manopola di regolazione) talmente polveroso da erogare aria mista a neri trucioletti di polvere , in evidenza  sulla biancheria del letto nonostante la griglia tamponata con l’asciugamano. E’ incontestabile il pregiudizio igienico-sanitario. Tale inconveniente è sistematico.

5) Pavimento gommato del corridoio vistosamente e pericolosamente rigonfio in almeno tre punti (posti 41/51, 22, 25) (foto). Incontestabile il pregiudizio alla sicurezza.

6) Macchinetta del caffé sistematicamente guasta; altro che ferro-hotel, nonostante i prezzi!!!

7) Ritirata-donne: scarico del lavabo con perdita e conseguente spandimento sul pavimento: pregiudizio igienico. Per tale vano ribadisco l’assenza di qualsivoglia congruenza antropometrica (v. reclamo prot. Siracusa n° 12 del 18/09/2012) e l’infelice configurazione planimetrica e dotazione strumentale che ne rendono estremamente disagevole sia l’accesso che l’utilizzo.

   Invito e sfido il progettista “in virtuale” di una simile meraviglia  alla verifica “in reale” del frutto del suo ingegno!

8) Ospitalità (per modo di dire): fino alle 9.00 nessuna disponibilità dei cosiddetti “generi di conforto” (ovviamente inclusi nel costo del biglietto ed arbitrariamente sostitutivi di quelli ben più confortevoli somministrati secondo prestigiosa tradizione WL di F.F.S.S., clamorosamente “tombata” da TRENITALIA). Operazione eseguita a seguito di “chiama” del personale di bordo sollecitato dai passeggeri.

CHI controlla che i, seppur pessimi, servizi appaltati siano erogati come dovuto?

 

b) Ritorno, 16/03/2013: treno 1955 Roma Termini - SR delle ore 21.20,  carrozza 002, matr. 71831-1 cab. singola – posto 52.

1)  Sottolavabo cabina con molla guasta, tamponato come al punto 1) , lettera a.

2) Chiusura a scatto dell’aletta battente del finestrino dello scompartimento malfunzionante. Spiffero tamponato con asciugamano.

In replica, i punti 4 - 5 - 6 - 7 descritti alla voce: Andata, trattandosi del medesimo vagone.

8) Ospitalità: a mattina inoltrata, distribuito il succo d’ordinanza e un immangiabile cornetto della ditta CERBIATTO DUE s.r.l. con sede e stabilimento in via Pasquale Alecce, 31 - 00155 Roma.

 CONSIDERAZIONI

Da quanto sopra si evince la totale mancanza di rispetto di TRENITALIA  nei confronti dei passeggeri dei convogli a lunga percorrenza della Sicilia nonché il perseverante disconoscimento del diritto alla mobilità degli Italiani meridionali.

Non è più tollerabile che venga venduto a prezzi di eccellenza un servizio scadente e sciatto quale quello propinato.

Non si può continuare impunemente a mettere in marcia treni “decurtati”, (v. reclamo prot. SR 02 del 26/01/2013) (altri passeggeri come me hanno numerosi contenziosi a tale proposito) in violazione di regolamenti, pubbliche pattuizioni e stipule di contratti.

No è più tollerabile che per questa Italia i treni a lunga percorrenza vengano composti con materiale rotabile di scarto, mentre si investe 1 mld e mezzo in 50 Frecciarossa ulteriormente ammodernati e confortevolissimi, per l’altra Italia.

Non si può uscirne con riscontri elusivi e fumosi che non vanno oltre un generico “rammarico di circostanza” ma, oltre ai rimborsi, con congrui risarcimenti.

Chi paga le tasse ha diritto ai servizi ed alla trasparenza. A questo proposito, in un modo o nell’altro, TRENITALIA dovrà chiarire l’episodio del WL deragliato in manovra (v. reclamo prot. Siracusa n° 02 del 26/01/2013) il 18/01/2013, visto che entra in gioco la sicurezza delle persone.

 Questa e le precedenti vicende appartengono alla serie MANUTENZIONE ZERO, VAGONI A PERDERE,  SERVIZI  E CONVOGLI A MORIRE, come da voci di corridoio numerose e consonanti.

TRENITALIA tenga presente che l’Italia ha una caratteristica non modificabile: da CAPO PASSERO alla VETTA D’ITALIA è lunga 1.700 Km, motivo per cui la lunga percorrenza obbliga alla notte in treno. Per questa semplice “ragione geografica” il ferro-hotel non è sopprimibile, a meno di tagliare fuori un pezzo d’Italia e milioni di Italiani disconoscendone diritti ed esigenze.

L’automobile e l’aereo non sono per tutti, per molte ragioni.

Sul treno, in sicurezza e comfort, possono e devono potere viaggiare tutti, dai neonati ai centenari. L’Italia del terzo millennio non può tagliare fuori dal sistema dei trasporti milioni di suoi cittadini.

Non lo consentono né la Costituzione, né la Geografia.

Tutti paghiamo le tasse: tutti abbiamo diritto a servizi efficienti e decorosi..

 RICHIESTE

Un servizio così scadente e un  contesto così degradato, per niente corrispondenti alla tipologia del contratto (WL, quindi elevato confort ed impeccabile ospitalità), legittimano pienamente la richiesta di rimborso di non meno di un biglietto su due.

In attesa di Vs. riscontro alla presente nota informo che le problematiche più rilevanti saranno poste all’attenzione delle Competenti Autorità.

 Liliana Gissari - Siracusa, 16/03/2013

Lettera 024

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Egregio signor amministratore delegato,

mi sento in dovere narrarle, nel caso non li conoscesse perfettamente, i punti essenziali della vicenda. Cisalpino. Cisalpino SA è una società partecipata pariteticamente da Trenitalia e dalle Ferrovie Federali Svizzere (FFS). Effettuava collegamenti ferroviari internazionali tra Firenze, Trieste, Venezia, Milano, Livorno, Zurigo, Ginevra e Basilea. Da dicembre 2005 Cisalpino aveva preso in gestione la totalità del traffico (escluso quello notturno) fra l’Italia e la Svizzera.


 

Secondo le statistiche parziali del 2009 la società Cisalpino aveva effettuato 961 corse utilizzando gli ETR. Sul totale delle corse, 473 (49,22%) avevano un ritardo maggiore o uguale di 5 minuti, 273 (28,41%) avevano un ritardo maggiore o uguale a 15 minuti, 103 (10,72%) invece subirono soppressioni parziali o totali dei percorsi. In pratica un treno su dieci non arrivava a destinazione o non percorreva l’intero percorso previsto. Il ritardo medio rispetto alla statistica delle Ferrovie Federali Svizzere era di 12,56 volte superiore. Frequentemente risultava raro trovare una toilette funzionante a bordo degli ETR 470. E’ successo che convogli abbiano dovuto effettuare una sosta forzata in una stazione per permettere ai viaggiatori di utilizzare i servizi igienici in loco. La Cisalpino S.A. aveva ricevuto, da parte dell’Ufficio Federale dei Trasporti svizzero una richiesta di chiarimenti sul degrado dell’esercizio verificatosi dopo il cambio dell’orario di dicembre 2008. L’Ufficio Federale chiedeva di indicare anche i provvedimenti volti al recupero della normalità. In base alla risposta sarebbero stati valutati provvedimenti a carico di Cisalpino, tra cui non era stato escluso il ritiro della concessione. In seguito alle assicurazioni fornite dalla società, la concessione veniva confermata. In conseguenza al cambio dell’orario del 14.12.08 la Cisalpino aveva anche aumentato le tariffe, ed aveva eliminato le facilitazioni per i giovani (dai 16 ai 26 anni) normalmente applicata nei viaggi frontalieri. Questa decisione fu fortemente contestata, ma nessun organo di informazione italiano all’epoca se ne è interessato. Credo che non sia mai successo a nessuna linea ferroviaria di essere così disprezzata. L’esasperazione dei passeggeri è arrivata ad un punto tale che un gruppo ha dato vita ad un sito WEB tuttora esistente, anche se non aggiornato (http://www.cessoalpino.com/it/) dal titolo altamente significativo: “Cesso Alpino”. E’ stato creato un marchio, e sono state vendute magliette e cappelli.

Un triste vicenda che non depone certo bene per l’immagine all’estero del servizio offerto dalle FS/Trenitalia. La storia è finita con la messa in liquidazione della società. La decisione è così commentata nel sito WEB “Finanziachiaro.it” che riproduce un servizio della giornalista Françoise Gehring apparso il 05/02/2009, dal titolo CISALPINO : LA PAZIENZA SVIZZERA AL CAPOLINEA, ed ecco l’introduzione: “Corre ormai su binari sempre più roventi, il Cisalpino. Dopo la rabbia degli utenti, l’altro giorno al capolinea è giunta la pazienza delle autorità federali: l’interminabile catena di disservizi deve terminare. “Non posso andare a Bruxelles a ritirare un premio per la politica dei trasporti svizzera e assistere senza reagire ai disagi causati dal Cisalpino”. Sono le parole del consigliere federale Moritz Leuenberger che l’altro giorno ha commentato i passi intrapresi dal suo dipartimento (ambiente, trasporti, energia e comunicazioni) relativi alla vicenda del Cisalpino.” Parole durissime quelle del Consigliere Federale. ..

Vorrei lei riflettesse un momento sulla reazione del consigliere federale, incarico che in Italia corrisponde a quello del ministro. La Confederazione Elvetica è una piccola nazione con una fiorente industria altamente specializzata, bastano forse tre esempi: i settori chimico-farmaceutico, agroalimentare e orologiaio. I nostri vicini d’oltralpe hanno inoltre due piazze finanziarie di valore mondiale come Ginevra e Zurigo, ospitano importanti enti internazionali tra cui il CIO (Comitato Internazionale Olimpico), l’ONU e così via. Nonostante ciò sanno bene che una parte importante del PIL deriva dal turismo e considerano questo settore vitale. Mi rendo conto come sia difficile per un importante dirigente o per un politico italiano vivere la nazione come fanno i normali cittadini o i turisti stranieri. Viaggiano in “business” (un tempo veniva chiamata prima classe) sugli aerei, in “prima” sui treni e nelle cosiddette “auto blu” con autista nei normali spostamenti, talvolta le auto sono precedute da motociclisti e automobili di scorta. Difficile che questa “classe” di privilegiati possa rendersi conto di quei, diciamo, “rarissimi” disservizi che possono capitare a chi viaggi con i mezzi pubblici. Invece in Svizzera il presidente della repubblica copre questa carica rappresentativa contemporaneamente a quella di consigliere federale, ossia ministro a capo di un dicastero.

Non si tratta di un cumulo di cariche, infatti la presidenza cambia ogni anni a turno tra i consiglieri federali. Un bel risparmio per l’erario. Certo la vicina repubblica è una piccola nazione e non è costretta a “pompa magna”. Ritornando al nostro discorso, il presidente della Confederazione Elvetica, si reca con i propri mezzi al lavoro e spesso questi mezzi sono il treno, il tram o l’autobus. Ha quindi modo di “vivere” come i suoi concittadini. Ecco la ragione per cui, di fronte ai disastri della gestione Cisalpino, il consigliere federale Moritz Leuenberger è intervenuto drasticamente decidendo la revoca della concessione.

Gli svizzeri dunque danno molta importanza ai servizi pubblici, tra cui appunto le FFS (Ferrovie Federali Svizzere). I treni sono una vetrina della nazione. Tutti i treni e non soltanto le prime classi dei TAV come in Italia, dove si offrono bibite e giornali. Sugli stessi treni di lusso italiani, in seconda, capita di non poter entrare nei WC perché fuori uso. Provi a salire su di un treno regionale, in seconda classe, in stagione li troverà pieni di stranieri, non soltanto immigranti, ma soprattutto turisti. Se vorrà fare quest’esperimento la prego di volermi riferire di che tipo di percezione della Nazione potrebbe avere un turista straniero. L’immagine dell’Italia non è fatta soltanto di mare, spiagge, monumenti e buon cibo o vino.

So che lei, nonostante quisquiglie del tipo Cisalpino, sicuramente di poco conto, gode di grande stima e considerazione in Italia, per come gestisce Trenitalia e per come progetta, con i suoi collaboratori, le linee della TAV e della TAC. So anche che il concetto e la realizzazione di TAV e TAC sono considerati forieri di grandi sviluppi per l’Italia, tanto che lo slogan negativo dei contestatori (NO TAV), secondo coloro che si sono succeduti nei vari governi italiani dalla fine degli anni ottanta ad oggi, dovrebbe essere tramutato in GRAZIE TAV, che è appunto il titolo di questa mia lettera aperta.

Le porgo cordiali saluti,

20 marzo 2012 - Antonio Scanziani Champ

http://www.ilcorrieredelgarda.info/2012/03/grazie-tav-lettera-aperta-a-mauro-moretti-amministratore-delegato-trenitalia-atto-2/

Lettera 023

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Volevo segnalare a lei ed ai lettori del blog, l’ennesimo sopruso e disservizio ai danni di noi pendolari umbri creato dai soliti noti. Una premessa è d’obbligo. Dal mese di febbraio non ho più rinnovato la carta tuttotreno perchè non mi va di corrispondere a questi malfattori, dei soldi per un servizio indecente e inesistente. Ho preso così la decisione di viaggiare solo con i regionali. La sera per rientrare a casa quindi non ho molte scelte purtroppo (come anche lei ha più volte disquisito sull’argomento). Per ragioni di orario ho soltanto due alternative o il treno delle 20:45 “il testamento del porco” , che di solito prendo o, quando riesco, il treno per Orte (due alternative 19:18 Viterbo o 19:23 Firenze), con coincidenza per Terni alle 20:16 con il trenino a marce che gentilmente Umbria mobilità mette a disposizione.


Con l’orario estivo (presumo), tale “comodità” di rivivere ogni sera un ritorno al periodo pre-bellico è stata surrogata con il servizio autobus, sempre di Umbria mobilità, sostitutivo del treno. Mi sembra inutile sottolineare che tale stato di cose espone il sottoscritto e gli altri viaggiatori, alla perdita rispetto al trenino a marce di ben 15 minuti di tempo , elevando il tempo di percorrenza da Roma Termini a Terni ad 1H e 40 minuti. Per non parlare del mal di stomaco per la curve che il professionista di turno pennella con delicatezza! Veniamo al dunque. Ieri sera si arriva in quel di Orte in orario e già di per se questo farebbe gridare al miracolo. Esco sul piazzale esterno alla stazione per accomodarmi sul comodo bus. Ma del bus non c’è traccia. Rientro in stazione e sul display luminoso cosa vedono i miei occhi? Bus 500 per Terni ritardo partenza di 45 minuti! Lascio a lei ed ai lettori del blog ogni commento. Mi mangio un altro pezzetto di fegato e imbufalito mi sono diretto (insieme agli altri 20 sfortunati viaggiatori), a prendere l’IC 546 che passa a! d Orte alle 20:36. Le giuro che se ieri sera a bordo del “rottame” 546 passava il controllore a chiedermi la differenza , come ho visto più volte fare in simili frangenti, una testata (non metaforica) non gliela toglieva nessuno. Diciamo che è stato fortunato perchè non si è visto. Ora voglio fare se mi consente solo un paio di considerazioni, ne avrei molte di più mi creda, ma non voglio annoiarla con il mio scritto. Vorrei sapere e chiedere a che di dovere che senso ha far partire un autobus alle 20:55 da Orte quando tutti i i viaggiatori hanno preso l’IC 546 naturalmente. Avrà fatto la corsa vuoto, tanto già sappiamo chi paga i costi. Non conveniva sopprimere la corsa e dirottare di default (cosa che poi è avvenuta realmente) tutti i viaggiatori sull’IC? Altra considerazione. in Umbria mobilità ci sono 1.300 (milletrecento) dipendenti (certo pochi operativi!). Non voglio credere che fra tutta questa pletora non si trovi un mezzo ed un autista da far partire in orario per garantire un rientro a casa a chi è stato tutto il! giorno al lavoro. indecente! Ma come spesso lei dice cosa può importare a questi signori (della cui formazione professionale e culturale mi lasci nutrire qualche dubbio, abituati ad emolumenti, benefit, bonus e privilegi), di un semplice laureato con diversi master che a 45 anni deve recarsi tutti i giorni nella capitale con un contratto a progetto per “sopravvivere” alla vita? Avevo letto ultimamente che Umbria mobilità era in difficoltà economiche nel corrispondere la 14a mensilità nel mese di luglio ai dipendenti. Vi auguro di cuore di trovare le risorse perchè ve la meritate tutta. Un v. generico a tutti.

Lucio - Pubblicato 28/07/2012 | Da il NON Pendolare

Lettera 022

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Gentile direttore,

volevo porre all'attenzione dei lettori questo spiacevole episodio che mi è accaduto ieri sul treno per Morosolo.

 Poco tempo fa, sono entrato in possesso di un biglietto omaggio della società Trenord che, considerato il costo dei biglietti che continua a salire e la qualità del servizio che non migliora (se non in maniera impercettibile), ho deciso di utilizzare sulla tratta che percorro abitualmente ogni fine-settimana. Recatomi in stazione a Cadorna, dopo essermi informato se il biglietto fosse valido e dopo essermelo fatto timbrare, sono salito sul treno regionale 47 delle 13:49 diretto a Laveno.


Dopo pochi minuti che il treno è partito, è arrivato il controllore che, esaminato il mio biglietto, ha affermato che il mio biglietto non era valido in quanto “sul biglietto c'è scritto valido per 2 persone” e io, essendo da solo, non potevo utilizzare quel biglietto. Mi sono sentito truffato ma soprattutto preso in giro, così ho cercato di far capire al controllore che l'indicazione sul biglietto era chiara e comunque non era mia intenzione salire con un biglietto non valido. Quando, però, ha preteso che io pagassi la multa o il biglietto in vettura, mi sono scandalizzato e mi sono rifiutato di pagare dei soldi in più per un servizio scadente come quello offerto da Trenord. A questo punto il controllore, forse troppo stanco (ha detto che lavorava dalle 5) o forse con problemi più seri, ha cominciato a urlare e a intimarmi di scendere dal treno. Io, non essendomi reso conto di aver detto qualcosa di così grave, ho comunque iniziato a scusarmi in mille modi ma costui non voleva sentire ragioni e dopo avermi anche insultato, ha fatto finalmente ripartire il treno, poiché io non sono sceso per nessun motivo.

Dopodichè il controllore, ancora furibondo, ha detto di volermela far pagare e se ne è andato. Io, invece, sono tornato al mio posto dove ho avuto la solidarietà degli altri passeggeri, scandalizzati come me dal comportamento eccessivo e maleducato del controllore.

Arrivato quasi alla fine del viaggio, di nuovo mi ha preso da parte “per fare due chiacchiere” e, tra i continui insulti riguardo la mia giovane età (18 anni), ho ricevuto anche delle minacce.

Fortunatamente, sono una persona molto pacata e invece di reagire alle sue provocazioni e alla sua rabbia, sono sempre rimasto tranquillo cercando di scusarmi per qualcosa che non ho fatto.

Certo è che mi auguro che la società Trenord prenda provvedimenti, perchè troppe volte si sente di controllori e macchinisti picchiati o maltrattati ma, dopo la mia esperienza di ieri, ritengo che certe persone non siano adatte a lavorare a contatto diretto con la clientela.

Cordiali saluti

Guido Moroni, 13/06/2011 - http://www3.varesenews.it/comunita/lettere_al_direttore/articolo.php?id=206891

   
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