Lettera 036 - Lettere alla Stampa

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TRENITALIA: NORME POCO AMICHEVOLI

 

 Viaggiare in treno in Paesi civili, come la Svizzera, la Francia o la Gran Bretagna è un vero piacere e non soltanto perché i treni sono più moderni, confortevoli e puliti e, normalmente, in orario, ma, soprattutto, perché il personale di servizio è sempre gentile e collaborativo e non punitivo.

Vogliamo parlare di Trenitalia? A parte che, con i recenti cambiamenti di orari e percorsi sono riusciti a demolire una rete ferroviaria che copriva in modo corretto quasi tutto il Paese, raggiungendo le Città di Provincia in tempi accettabili, senza l’obbligo, ad esempio, di passare da Milano per raggiungere Piacenza, tutto per vendere le frecce e fregandosene altamente se i costi ai malcapitati viaggiatori sono diventati proibitivi e i tempi di percorrenza interminabili.

Ma parliamo dei controllori, i quali – e mi spiace di fare di ogni erba un fascio, ma questa è la mia esperienza – nel migliore dei casi, sono scostanti, sbrigativi e punitivi: con quanto gusto un controllore mi ha comunicato ieri che il cambio di treno, tempestivamente segnalato e dovuto al fatto che quello che aspettavo e per il quale avevo già il biglietto aveva cinquanta minuti di ritardo, mi costava la differenza di tariffa più otto euro di penalità, dovute sempre e comunque: un vero trattamento da profittatori! Un inutile dire che, nei Paesi sopra citati, questo non succede: viene richiesta la pura differenza del biglietto, sempre dalla parte del viaggiatore, evidentemente, già penalizzato da un cambio di programma, se non da un’emergenza. Altri mondi …

                                                                                                                                                         Loredana Balliano

 

NUOVI ORARI FS: UN DISASTRO

Abito a Trofarello e lavoro in centro a Torino. Da tempo, ho rinunciato ad andare al lavoro in treno, esasperata dai continui ritardi, soppressioni, scioperi. Fino all’autunno scorso, ho usufruito del treno in caso di neve o quando non avevo l’auto a disposizione, ma, dando un’occhiata al nuovo orario ferroviario, ho scoperto con orrore che non esiste quasi più un treno che collega Trofarello e Porta Nuove: tutti i treni fermano al Lingotto od a Porta Susa ed entrambe le stazioni sono lontanissime dal luogo di lavoro. Potrei scendere al Lingotto e prendere la metropolitana, se non fosse che Torino – credo – sia l’unica Città al mondo con una fermata della metropolitana non ubicata in corrispondenza di una stazione ferroviaria, quindi, il trasbordo sarebbe lungo e scomodo. Dovrei, per forza, arrivare al Porta Susa e poi prendere la metropolitana di là, facendo un giro incredibile e spendendo un patrimonio, visto che dovrei pagare il biglietto del treno e quello della metropolitana, peraltro, appena aumentati entrambi.

I miei complimenti a chi ha progettato il nuovo orario FS, nonché al genio che ha progettato la stazione della metropolitana Lingotto presso il centro commerciale piuttosto che adiacente alla stazione.

                                                                                                                                                        Cristina Bertolino

La Stampa - Specchio dei tempi

martedì 4 febbraio 2014

   
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