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Monferrato, Expo 2015 e...Il treno

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Nel numero di domenica 22 marzo 2015 del quotidiano La Stampa, alle pagine 46 e 58 sono comparsi due articoli riguardanti la zona del Monferrato quale meta turistica per i visitatori dell’esposizione internazionale di Milano, ormai alle porte: un’escursione certamente proponibile, ma, pur essendo l’esposizione dedicata al cibo ponendo l’accento anche e soprattutto sulla sostenibilità ambientale, dalla lettura di quanto pubblicato, il Sindaco e l’Assessore al commercio non hanno per nulla pensato al treno, mezzo di trasporto ecologicamente più sostenibile, oltre che più confortevole, bensì, più prosaicamente, all’autobus, il cui uso, specie se extraurbano, deve essere limitato allo stretto necessario. Ricordando che il percorso Rho Fiera – Vercelli – Casale Monferrato – Alessandria – Acqui Terme è effettuabile in treno: sono circa 151 km di ferrovia, su linee che consentono velocità di tutto rispetto anche nella tratta che attraversa le risaie, tratta scelleratamente sospesa dall’esercizio con il dissennato provvedimento adottato dalla precedente Amministrazione Regionale, viene da domandarsi il motivo per il quale i viaggiatori debbano essere costretti a sobbarcarsi un tragitto stradale, invero più lungo di quello ferroviario, su di un mezzo che, oltre ad essere inquinante, è anche scomodo. Inoltre, essendo le località considerate dei nodi ferroviari, gli scali sono sufficientemente ampi per ricoverare un treno mentre i viaggiatori compiono una seppur fugace visita alla città, ragion per cui sarebbero da meditare due coppie giornaliere simmetriche di collegamenti ferroviari, magari prolungate su Milano Centrale o Milano Porta Garibaldi per tutto il periodo dell’esposizione e vi è ragionevole aspettativa che questi treni abbiano successo tale da indurre l’Amministrazione Ferroviaria a proseguirne l’effettuazione. L’unico inconveniente, sempre che così si possa definire, sarebbe rappresentato dai 19 km compresi tra Vercelli e Casale Popolo a trazione termica, ma, anche senza ricorrere ai mezzi bimodali offerti dalla tecnica moderna, il tutto è facilmente superabile rimorchiando il treno in blocco, anche se effettuato con materiale ordinario, con un locomotore termico per la tratta Vercelli – Casale Monferrato. Auspichiamo, pertanto, che le Pubbliche Autorità, non solo Acquesi, valutino seriamente questa raccomandabile opzione.

Roberto Borri

   
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