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FERROVIE DA TERZO MONDO AL SUD

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Incendio a bordo del locomotore dell' ICN (Inter City Notte) 1955 Roma-SR a 300 metri dalla Stazione di Brucoli:
 il treno bloccato per ore nel tratto di linea "in trincea", arriva a SR con oltre 2 ore di ritardo.

La cronaca.

Dopo un viaggio tutto sommato senza inconvenienti se si escludono i cronici, sostanziosi "tempi morti" a Villa S. Giovanni e
Messina Centrale, l' ICN 1955 (arrivo a SR alle 9.35, secondo l'orario ufficiale) alle 9.16  si è improvvisamente fermato nel tratto di linea in trincea prima dell'  ex Stazione di Brucoli.

La prima cosa che viene in mente quando il treno si ferma lungo la linea è un semaforo rosso. Niente affatto.
Protraendosi la sosta,  ill personale di bordo ci ha correttamente informato dell'incidente alla motrice, rassicurandoci che, massimo in mezz'ora,
sarebbe giunta quella di rincalzo. Da indiscrezioni, sembra che questo "incidente"  sia il terzo della  serie.
Nel contempo, le portiere, gestite con procedura centralizzata dal locomotore, rimanevano bloccate.
In caso di diffusione dell'incendio al resto del treno, per mettersi in salvo i passeggeri avrebbero dovuto attendere che le sole 3 unità di personale viaggiante aprissero "manualmemte" le portiere con la chiave quadra in dotazione.

In tratto aperto e di giorno una situazione di emergenza del genere, sempre possibile per la vetustà e la scarsa manutenzione del materiale rotabie (una vettura di tale  convoglio ha marciato con una portiera guasta, tanto che il personale si è trovato a bordo un clandestino, pare anche ubriaco, che è stato fatto scendere con non poche difficoltà), è in qaualche modo gestibile.
Me se un incidente del genere si verificasse in galleria o di notte?
Il personale viaggiante, ormai ridotto all'osso per mere ragioni di profitto, riuscirebbe ad intervenire tempestivamente in tutte le carrozze? Riuscirebbe a controllare le inevitabili manifestazioni di panico dei passeggeri "bloccati" all'interno delle vetture?

Di mezz'ore, ne sono trascorse quasi 4 prima che il treno potesse riprendere la marcia; è infatti ripartito alle ore 11.11 arrivando a Siracusa con oltre 2 ore di ritardo.
Essendo la tratta a binario unico, inevitabile il "tappo" al traffico ferroviario da e per Siracusa, in direzione Nord, con conseguenti ritardi "a cascata".

Lo sfascio del trasporto ferroviario, da Napoli in giù, avviene nel più totale disinteresse dei vari livelli politici che di tutto si occupano,
piuttosto che di lavorare per dare servizi efficienti, decorosi e sicuri anche a quelli che, ormai, sono i cittadini di un'Italia di serie Z.
Il diritto alla mobilità, che se è anche sostenibile non guasta, viene riconosciuto dalla Campania in sù.
Ne sono prova le molte decine (fino ad 89 corse al giorno!!!) di collegamenti giornalieri con Frecciarossa e convogli similari tra Napoli, Roma, Milano, Torino, Genova, Venezia.
Tutto il resto non è ITALIA.

Liliana Gissara

   
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