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Caro sindaco di Pompeo...

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Il sindaco di Mompeo (Ri), nonché AD di FS, cavalier Moretti, ha  annunciato di aver trovato le risorse interne per i pendolari, ossia tre miliardi di euro http://www.occhioche.it/news.php?nid=7195.

Certo la cifra potrà sembrare imponente trattandosi di pendolari anche se ben lontana dai 46 miliardi di euro (38 miliardi di sterline) che la Gran Bretagna ha deciso di spendere nei prossimi 5 anni per rimettere a nuovo tutto il suo sistema ferroviario, riaprendo anche stazioni chiuse da tempo, secondo quanto riferisce il telegiornale della BBC. Non che sia una misura ritenuta sufficiente dalla maggior parte della gente e dagli elettori conservatori, che rivogliono un servizio pubblico riunificato sotto la pubblica proprietà perché, come spiega questo articolo http://www.exeterexpressandecho.co.uk/Network-Rail-unveils-year-38-billion-investment/story-20885995-detail/story.html, 20 anni di privatizzazione delle ferrovie inglesi non hanno fatto andar meglio le cose.

Buon per gli inglesi che, pur avendo il debito pubblico e privato più alto del mondo assieme al Giappone, non hanno sottoscritto alcun fiscal compact che invece a noi obbliga a trovare ogni anno 50 miliardi per ridurre il debito…

Quello che più lascia di sasso nell’atteggiamento dell’amministratore delegato, che il presidente della Repubblica ha ben pensato di elevare al rango di “cavaliere”, è che probabilmente pensa di parlare a bambini di un asilo nido coi quali si può tranquillamente affermare che all’interno della propria azienda si siano improvvisamente “trovati” 3 miliardi di cui evidentemente finora non se ne conosceva l’esistenza.

Ma possiamo immaginare in che modo si occupi di bilancio uno che nella sua azienda “trova” improvvisamente tre miliardi di euro e, considerando quanto ha riferito il suo avvocato nel processo di Viareggio, circa il fatto che il cavaliere non si occupa nemmeno di treni o di binari, c’è allora da domandarsi che cosa faccia perché il Paese gli paghi quegli 870.000 euro l’anno…

“Ma non bastano” – dice, mentre sappiamo che continua a tagliare intercity al fine probabilmente di far posto agli annunciati nuovi frecciarossa 1000. Come a dirci “il lavoro è ancora lungo, diamoci da fare”. Bene, un primo passo potrebbe essere quello che lei si facesse fotografare davanti ai carri bestiame arrugginiti che circolano ogni giorno sulle linee regionali a semplice binario o davanti alle stazioni abbandonate, anziché ai luccicanti frecciarossa. 

Il problema è, caro signor ex segretario nazionale della Filt Cgil, che è un po’ tardi per cercare le simpatie e l’appoggio dei pendolari, un po’ fuori tempo per rifarsi una verginità ai nostri occhi, perché, dopo aver patito le pene che ci ha saputo regalare in questi ultimi 8 anni, lei ha perso con noi e con gli altri italiani, quello che lei invoca ogni volta che usa il pugno di ferro licenziando un suo dipendente: il rapporto di fiducia.

Noi non la vogliamo più vedere né sentire e ci piacerebbe anche che la procura della Repubblica la condannasse al carcere, assieme agli altri, per quanto è avvenuto a Viareggio il 29 giugno 2009.

In questo modo il nostro Paese dimostrerebbe di aver fatto un minimo di giustizia nei confronti di chi, comandato a gestire la nostra mobilità, non ha saputo far altro che dilapidare immense risorse economiche destinate a tutta la mobilità pubblica della Nazione, spostandole su treni di lusso e infrastrutture loro destinate nonché licenziare senza indugio quel personale certificato che ha osato parlare di sicurezza, quella dell’esercizio, quella di noi cittadini.

   
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