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RSU - Roma 18 - Lettera al Ministro Lupi

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Nota CIUFER di commento al testo che segue:

Ci viene chiesto un sostegno alla battaglia della RSU – Roma 18. Come CIUFER siamo sensibili a queste problematiche e vicini a Domenico. Chiediamo ai lavoratori interessati di pubblicizzare a loro volta la lettera e il link della nostra associazione (www.ciufer.it).   Riteniamo utile informare i comitati pendolari interessati della faccenda e dell'importanza di seguirla da vicino dal momento che il sindacato Usb probabilmente organizzerà un incontro per precisare i dettagli dell'operazione voluta da RFI.

 

 

RAPPRESENTANZA  SINDACALE  UNITARIA

Direzione  Territoriale  Produzione  Roma 18

                                        On. Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Lupi Maurizio  

                                                             -  Gruppi parlamentari Camera/Senato Comm. Trasporti

                                                             -  Amministratore Delegato FSI  Moretti Mauro

                                                             -  Organizzazioni Sindacali

                                                             -  Dipendenti Gruppo FSI/RFI

Roma 10.02.2014

Signor Ministro,

ho deciso di scriverLe per manifestarLe la mia preoccupazione dovuta ad una serie di eventi che giudico negativi e che investono la Società Ferrovie dello Stato Italiane, di cui sono dipendente come manutentore dell’infrastruttura ferroviaria nel settore impianti di sicurezza e in cui rivesto il ruolo di rappresentante dei lavoratori (RSU).

Ciò che più mi sprona a fare questa denuncia  è l’insulto che provo al senso civico di cittadino nel vedere questa grande Azienda di proprietà pubblica sempre più terra di conquista di imprese appaltatrici e con carenze di organico sempre più accentuate che oramai non garantiscono i livelli manutentivi ottimali generando turni massacranti, scarsa sicurezza e continui disagi per i pendolari.

L’A.D., e collega, Mauro Moretti sono anni che si compiace dei risultati raggiunti con bilanci positivi e attivi sempre più corposi, generando in me motivo di orgoglio, ma questo avviene a scapito dei ferrovieri che, soltanto nel mio comparto sono diminuiti di oltre 4000 unità in 4 anni, credo che una azienda sana, pubblica e strategica come RFI debba garantire quanto meno i livelli occupazionali con all’interno professionalità di eccellenza che garantiscano obbiettivi ambiziosi.

La scelta produttiva del collega è discutibile in quanto ciò ha determinato uno sfrenato ricorso allo straordinario (solo nell’ex compartimento di Roma 200.000 ore, e 100.000 ore per costosissime chiamate per guasti) in un momento particolarmente difficile per il Paese che invece ha bisogno di più gente che lavora, per dare più dignità e prospettive ai giovani e alle loro famiglie.

I dati allarmanti degli interventi per guasto (per me sono circa 70 l’anno in quanto reperibile) avrebbero dovuto far sobbalzare dalla sedia qualsiasi dirigente, ma così non è, determinando sempre più forti e giustificate proteste dei pendolari perché ad ogni guasto si genera ritardo.

Di questi giorni la scelta, che giudico nefasta per i pendolari, per i ferrovieri, per la Società, di sopprimere altre stazioni in telecomando sulla linea Alta Velocità Roma/Firenze, in quanto la vetustà dell’impianto tecnologico genera guasti e quindi ritardi.

Ritengo che gli impianti costruiti oltre 30 anni fa hanno bisogno di una adeguata manutenzione e sostituzione di componenti in quanto usurati, soprattutto se sono strategici per garantire il diritto universale alla mobilità dei cittadini, ma non può essere facoltà di nessun dirigente sopprimere tecnologie avanzate e funzionali solo perché non riesce a presentare risultati accettabili.

L’Alta Velocità (a Roma è costituita da 80 KM per due binari) ha un sistema tecnologico che permette l’immissione di un treno ogni 5 chilometri (sono oltre 100 treni-giorno, quasi tutti “Freccia Rossa) a 250 Kmh. per ogni senso di marcia, ed ogni 20 Km c’è una stazione che permette, in caso di avaria, di immettere un treno sull’altro binario determinando una forte riduzione dei ritardi e  quindi dei disagi per i pendolari.

Qualche giorno fa sembrava che, finalmente dopo 15 anni, potevano essere cantierizzati gli scambi di un’importante stazione; invece la dirigenza aziendale ha deciso la soppressione della stazione.

Se l’obbiettivo del risanamento aziendale passa attraverso la soppressione di impianti tecnologici, riduzione di personale e disagi per i viaggiatori credo che non si farà molta strada.

Signor Ministro, questo foglio è tiranno e non concede spazio ad approfondimenti, Le chiedo quindi, cortesemente, di concedermi udienza.

 

Cordiali saluti e buon lavoro con l’auspicio di incontrarLa.

                                                                                                      Domenico Testa Tecnico RFI

   
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